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TEANO – Caso Russo: nessun familiare e parente lo vuole in casa, accolto dai frati del convento di Sant’Antonio. Grande esempio di cristianità

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Teano – L’azione attuata dai frati francescani teanesi rappresenta la chiesa di cui la gente ha bisogno. Una chiesa pronta a tendere la mano alle persone in difficoltà, una chiesa inclusiva, non una chiesa “esclusiva”, fatta di privilegi e privilegiati. “Benvenuto Giacomo”, questa la frase che i frati francescani di Teano hanno collocato sulla porta della stanza riservata a Giacomo Russo, da mesi in carcere semplicemente perché non aveva una casa in cui scontare i domiciliari. Nessun familiare, nessun parente, nessun amico o conoscente si è mostrato disponibile, in tanti mesi, ad accogliere l’uomo presso la propria casa. Così Russo da mesi era in carcere. Hanno risolto la questione i frati francescani del convento di Sant’Antonio di Teano che – sollecitati dall’avvocato Ciro Balbo, difensore dell’indagato – hanno offerto disponibilità a Giacomo. Ieri sera la polizia penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere, ha trasferito l’uomo dalla struttura sammaritana nella sua nuova casa in Teano. E’ stato un gesto di grande umanità e di grande cristianità, quella autentica, quella cristianità e quella umanità che oggi diventa sempre più difficile da trovare, anche fra i rappresentanti della stessa chiesa, spesso più inclini al lusso e alla vita sfarzosa che al vivere per gli altri.
L’azione attuata dai frati francescani teanesi rappresenta la chiesa di cui la gente ha bisogno. Una chiesa pronta a tendere la mano alle persone in difficoltà, una chiesa inclusiva, non una chiesa “esclusiva”, fatta di privilegi e privilegiati. “Un ringraziamento sincero, precisa l’avvocato Ciro Balbo, va al frate superiore francescano del convento di Sant’Antonio di Teano, Frate Fedele Mattera, che con la sua decisione ha permesso ad un uomo sfortunato di alleviare le proprie sofferenze. Hanno reso possibile, continua Balbo, risolvere una questione diventata ormai insostenibile. Hanno dimostrato grande umanità – conclude Balbo – accogliendo nella loro casa un uomo umile che in un momento così delicato tutti hanno abbandonato”.
Giacomo Russo – imprenditore agricolo – è in carcere da diversi mesi, perché coinvolto in una indagine per maltrattamenti familiari. Lui si professa innocente e vittima di una macchinazione. Sarà la giustizia a chiarire ogni aspetto della vicenda. Era in carcere perché non aveva una casa in cui andare ai domiciliari. Qualche settimana fa, un uomo di Casamostra (frazione sidicina) mise a disposizione una vecchia masseria. La struttura però non venne ritenuta idonea per ospitare una persona; così Russo venne riportato in carcere. Ieri la svolta grazie alla carità cristiana messa in campo dai frati francescani del convento di Teano.

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