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MARZANO APPIO – Maltrattatta mamma e nonna, poi aggredisce i carabinieri, condannato a sei mesi: ma è già libero

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MARZANO APPIO – E’ giunto al termine stamattina (due marzo) davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo a carico dio un trentasettene di Tora e Piccilli che venne tratto in arresto la sera del 07 agosto dell’anno scorso dai Carabinieri della Stazione di Marzano Appio, allertati dalla madre e dalla nonna materna del giovane che, a quanto pare, era andato in escandescenze distruggendo gran parte dei mobili e della suppellettile che si trovava in casa. Al loro arrivo i Militi dell’Arma trovarono le due donne fuori casa in forte stato di agitazione per le condizioni in cui si trovava Roberto Smaldone che, a quanto pare, anche per il passato aveva avuto problemi di tossicodipendenza. Il giovane venne associato alla casa circondariale  di Santa Maria Capua Vetere e, poco dopo l’interrogatorio di garanzia, il G.I.P., Dott. ssa Ivana SALVATORE, accogliendo la richiesta del difensore, Avv. Fabrizio ZARONE, concedeva allo SMALDONE gli arresti domiciliari.
Gravi le accuse di cui Roberto è stato chiamato a rispondere: maltrattamenti in famiglia (art. 572 c. p.), estorsione (art. 629 c. p.), violenza (art. 337 c. p.) e lesioni (artt. 582, 585, 576 in relazione all’art. 61, n° 2, c. p.) in danno dei Carabinieri che procedettero al suo arresto.
In particolare, la pubblica accusa contestava allo SMALODONE, oltre che di aver sistematicamente sottoposto a maltrattamenti i Suoi familiari conviventi, in particolare la madre e la nonna, dal 2011 all’epoca dell’arresto, di aver costretto le medesime sue strette congiunte a cedergli, dietro minacce e/o violenze, somme di danaro da destinare all’acquisto di sostanza stupefacente.
Nel corso del dibattimento, oltre ai Carabinieri che procedettero all’arresto del giovane, è stata sentita la madre del giovane che, rispondendo alle pressanti domande del difensore, Avv. Fabrizio ZARONE, ha riferito fatti e circostanze, già oggetto di analogo precedente procedimento, che hanno di molto alleggerito la posizione di Roberto e, su richiesta del difensore, è stata acquisita precedente sentenza resa dallo stesso Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 2013 che mandò prosciolto già il giovane da analoghe accuse.
Pesante anche la richiesta del Pubblico Ministero che aveva chiesto comminarsi al giovane di Tora e Piccilli la pena di tre anni di reclusione. Il Giudice Monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Dott. Marco DISCEPOLO, recependo le argomentazione difensive svolte nella sua arringa dall’Avv. Fabrizio ZARONE, ha mandato assolto Roberto SMALDONE dalle più gravi accuse di maltrattamenti in famiglia e di estorsione perché il fatto non sussiste, riconoscendo il giovane responsabile solo dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale per il quale gli ha comminato una pena di sei mesi e venti giorni, ossia contenuta nel periodo di pena fin qui espiato, disponendo la cessazione dell’efficacia della misura cautelare ancora in essere e disponendone l’immediata liberazione.

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