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  Pietramelara / Caserta – Consiglio generale Asi, De Robbio attacca Pignetti: verifica legalità dei poteri e costituzione dell’assemblea  

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Pietramelara / Caserta – Consiglio generale Asi Caserta, il delegato De Robbio chiede la verifica dei poteri e la regolarità della costituzione dell’assemblea. Nel corso dell’ultimo consiglio generale dell’ASI tenutosi venerdì ventuno gennaio scorso il delegato del comune di Pietramelara Giovanni De Robbio ha presentato una pregiudiziale indirizzata al Presidente dell’ASSEMBLEA, al Presidente del Consorzio ASI, al segretario generale ed al rappresentante della Regione Campania circa la verifica dei poteri e la regolarità della costituzione dell’assemblea. Questo un estratto del documento messo a verbale dal delegato del comune di Pietramelara Giovanni De Robbio:
In qualità di delegato dal Comune di Pietramelara, preparandomi a partecipare all’assemblea odierna ritengo necessario ed utile, per il corretto esercizio delle nostre prerogative, porre attenzione ad una questione fondamentale che, tra l’altro, in questi giorni è stata anche sollevata da importanti testate giornalistiche provinciali, circa la regolare, legittima, e valida composizione dell’assemblea generale dell’ASI di Caserta. Credo sia necessario fare chiarezza circa la presunta situazione di invalidità della composizione dell’assemblea, incidente sullo stesso quorum strutturale, tale da porre a rischio non solo la legittimità degli atti che l’assemblea è chiamata ad adottare ma che, di per se, può implicare pesanti responsabilità del Presidente e di tutti i componenti di questa Assemblea. Con spirito di leale collaborazione ritengo che, preliminarmente, il Presidente sia tenuto – a garanzia di tutti noi che prendiamo parte a questa assemblea – a dirimere con assoluta chiarezza una questione che appare assolutamente fondamentale: chiarire quale esito abbia avuto, e se mai l’abbia fatta, quella che si chiama la “verifica dei poteri“. Sappiamo tutti che il Presidente dell’Assemblea sia chiamato a verificare, sancire, certificare, e formalmente dichiarare – a noi tutti che oggi partecipiamo ai lavori – che ognuno dei componenti sia in possesso di tutti i requisiti attivi e/o passivi per esprimere una votazione deliberativa valida e legittima, in modo che questa possa produrre effettive conseguenze sul piano giuridico. Sul Presidente ricade un compito di grande responsabilità, sul piano giuridico, perché è lui che consente l’apertura dei lavori avendo verificato che coloro che siano ammessi alla partecipazione ne abbiano titolo. Nella mia esperienza di amministratore ho sempre saputo che la verifica dei poteri e la legittimazione effettiva dell’organo sia la prima regola da osservare per consentire che l’Assemblea possa esprimersi legittimamente, evitando al contempo il rischio di ricadute dannose, anche di diversa natura, penale o contabile, non solo sul Presidente dell’assemblea ma su tutti coloro che esercitano diritti di voto all’interno di organi pubblici, allorquando vi sia la partecipazione di soggetti che non ne hanno né titolo nè legittimazione. Occorre, prima che si vada avanti nei lavori, che il Presidente dichiari ed attesti, a pubblica fede, che i ciascun singolo componente di questa assemblea sia legittimato a stare in assemblea e che abbia un valido titolo per potere esprimere un voto ed in particolare a dichiarare se il mandato di ognuno di noi in questa assemblea sia valido ed efficace, o se invece, come è stato precedentemente ipotizzato, esso sia scaduto, sia conferito da organi abbondantemente decaduti, o addirittura in rappresentanza di Enti per i quali sia già intervenuto il recesso dal Consorzio o che siano comunque usciti dal Consorzio.  Se è vero che questa assemblea trova la sua legittimazione nell’atto della sua costituzione e composizione di cui alla delibera n°8 del 17 novembre 2014, il Presidente ha l’obbligo di provvedere a verificare – prima di aprire i lavori assembleari – di disporre la verifica, che formalmente richiedo, per evitare ai noi tutti, componenti dell’assemblea una partecipazione ad un organo generale illegale, consumando in concorso con soggetti non legittimati, una usurpazione di pubbliche funzioni. In tal caso questa assemblea si troverebbe ad adottare atti pubblici con il concorso di soggetti che sono privi di legittimazione giuridica e di potere deliberante. Fatta questa mia richiesta pregiudiziale sulla verifica dei poteri, auspico che l’assemblea, al suo interno, e anzitutto il suo Presidente, faccia una vera e necessaria chiarezza su una questione fondamentale, che espone tutti noi, prima di ogni cosa, ad una responsabilità nei confronti dei nostri elettori, e dei cittadini di questa Provincia, che meritano di essere governati – all’interno di organi pubblici strategici – quale è L’ASI, da persone che possano vantare una legittimazione reale, di fonte popolare”. La pregiudiziale avanzata dal delegato ASI Giovanni De Robbio non ha trovato alcun riscontro ed il delegato stesso, prima che iniziasse la discussione del primo punto all’O.D.G. ha lasciato la seduta.

 

 

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