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Pietramelara – Centro storico in pericolo, inserito nella lista rossa di Italianostra. La soluzione: albergo diffuso

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Pietramelara – Il Borgo Antico di Pietramelara si sbriciola, Italianostra ha inserito il complesso all’interno della lista rossa. Fu costruito nel XII, abitato fino agli anni settanta del XX secolo, ha subito gradualmente l’abbandono da parte dei suoi abitanti.
Motivazione della scelta:
La terra murata di Pietramelara sorge su un colle conico al centro della pianura di Pietramelara, ed è dominato da una torre mastia a pianta quadrata, probabilmente un dongione normanno ricostruito in epoca federiciana. La torre fa da perno ad un impianto a cerchi concentrici di strade segmentate da assi che convergono sulla torre e la collegano alla cerchia dell’alta cinta muraria normanna, un tempo composta da ben dodici torri cilindriche.
Il castrum Petre Mellariae, documentato in pergamene cassinesi del 928 d. C., risulta distrutto con ogni evidenza dai Normanni. Nel 1117 risulta di nuovo abitato, come conferma il Catalogus Baronum. Il paese fu assediato da truppe Aragonesi e veneziane nel 1496 e fu saccheggiato con grande strage ed arso insieme al castello adiacente alla torre mastia, che collassò su se stessa e oggi al suo posto vi è un grande giardino pensile. Il borgo, densamente abitato sino agli anni settanta del ‘900, è stato poi in buona parte abbandonato prima dai servizi pubblici come la parrocchia fino al 1920 – incardinata nella chiesa di San Nicola oggi spoglia e ridotta a magazzino – o come l’asilo, spostato a valle nei primi anni 70 del ‘900; poi dagli abitanti ed oggi è pressoché spopolato, dimorandovi forse meno di dieci famiglie. Da qualche decennio le abitazioni disabitate sono spesso state derubate degli arredi e vandalizzate, private delle “riggiole” (pavimenti di terracotta) antiche e degli infissi, talora ridotte a ricettacolo di immondizie.
Con l’abbandono cominciano a cedere i tetti e i sottostanti solai lignei, le mura perimetrali sono aggredite da edera e infestanti che ne minano i paramenti e la stabilità.
Di proprietà comunale sono le strade, la torre mastia, le mura perimetrali e il grande comparto edilizio dell’ex asilo vecchio che dalla sommitale piazzetta di Corte raggiunge il livello viario inferiore. Il resto delle abitazioni è di proprietà privata ma senza manutenzione e spesso con utenze distaccate, dato che il comune ormai da più decenni premia con vantaggi fiscali chi stacca acqua ed energia elettrica anziché incentivare l’uso. Il Borgo è pertanto in progressivo disfacimento, né da decenni a tutt’oggi risultano politiche di tutela e rivitalizzazione o progettazioni di consolidamento, restauro, recupero rifunzionalizzazione sia delle parti private che di quelle pubbliche. Per valore paesaggistico, la struttura urbanistica radiocentrica e segnata dai “supportici”, ovvero dalle abitazioni che coprono le strade, fanno di Pietramelara un unicum e probabilmente la più preziosa testimonianza medievale dell’Alta Terra di Lavoro. Almeno a quanto risulta non vi sono progettazioni, concorsi di idee, o iniziative pubbliche o private per fermare l’abbandono, il degrado, la rovina del Borgo Murato di Pietramelara e del centro storico circostante.
L’intatto paesaggio naturale storico archeologico che circonda Pietramelara, le sue risorse artistiche, l’enogastronomia tipica, la vicinanza ai grandi assi viari (Casilina, autostrada del Sole) e centri abitati di Pianura (Caserta, Aversa, Napoli) rendono ipotizzabile una rivitalizzazione del Borgo come albergo diffuso, case vacanze e/o seconde case, sedi per associazioni, incentivando con sgravi fiscali a chi assicura il ripopolamento del centro storico di Pietramelara.

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