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Piedimonte Matese – Comune, la grande “fetecchia”: la lite in maggioranza finisce a tarallucci e vino

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Piedimonte Matese – La lite in maggioranza doveva essere la resa dei conti finale. Si è trasformata in una grande “fetecchia”. Tutto si è risolto nel più classico dei modi: a tarallucci e vino. E non poteva essere diversamente. Come avrebbe potuto Gianluigi Santillo firmare per la sfiducia a Di Lorenzo? Sarebbe stato capace di rinunciare alla carica di consigliere provinciale? E il consigliere Mauro Martino, avrebbe sfiduciato mai il suo sindaco, decidendo così di decadere dalla Comunità Montana del Matese?
Ora la priorità di tutti i massimi “vertici” dell’amministrazione comunale di Piedimonte Matese è convincere la gente che è stata trovata una intesa nell’esclusivo interesse del paese, per continuare l’opera(?) finora attuata. Loro ci provano anche se, ormai, nessun cittadino, nemmeno i tifosi più passionali, sembrano disposti a credere in ciò che dicono. In questi tre anni le cose concrete prodotte da questa amministrazione sono state davvero poche e quasi tutte negative. Basta guardare al dissesto finanziario dell’ente, fortemente voluto dal primo cittadino per dimostrare che i suoi predecessori avevano fatto sfracelli. Di Lorenzo e il suo gruppo di maggioranza sventolava debiti per decine di milioni. I fatti invece parlano di cifre normali ed ampiamente sostenibili, per un comune di circa 12mila abitanti.  L’amministrazione di Lorenzo ha attuato una vera guerra per cambiare l’azienda della raccolta differenziata. Anche in questo caso il comune, quindi i cittadini, sta pagando soldi in più per un servizio peggiore. E l’immondizia e sotto gli occhi di tutti. Per non parlare poi della macchina comunale allo stremo e le tante consulenze esterne, nonostante il pre dissesto. Il municipio da anni non riesce ad incassare adeguatamente tributi. E questo che sta generando il vero dissesto. Da qualche anno sono spariti alcuni fondi destinati ai servizi sociali. Che fine hanno fatto? Impiegati per altro? Anche il Museo Civico ha subito il declino per l’incapacità gestionale tanto che il pezzo pregiato, il Corridore del Cila, è stato prelevato e portato via. E forse anche altri pezzi subiranno lo stesso destino. Insomma, un quadro desolante davanti al quale, “uomini di buona volontà” dovrebbero liberare il campo.

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3 commenti

  1. a questo punto è solo competenza della magistratura sia contabile che penale (tributi, ambito C04, finanze, tecnico etc…)

  2. Una domanda nasce spontanea: e se non ci fossero state le indennità di carica?
    Ecco perché nessuno vi ha rinunciato.
    Questo è l’unico collante che tiene ancora( ?) unito il “gruppo”

  3. Al Sig Luigi di Lorenzo , dato il vostro operato che sta facendo risplende la città di Piedimonte Matese, che con la vs onestà trasparenza e legalità, e con il vostro sapere accettare le critiche con chi non è d’accordo con lei, con la vs discrezione di non scrivere qualsiasi esternazione sui social, per la sua stabilità e parola da uomo che fa quello che dice, e per tante altre motivazioni i suoi concittadini le regalano un viaggio di sola andata per:
    WUHAN

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