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Il vice Questore Giovanna Salerno ha condotto le indagini sul caso (foto di repertorio)

Caianello / Galluccio / Cassino / Qualiano – Migranti trattati come bestie, blitz della Polizia: 3 arresti e 5 interdetti

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Caianello / Galluccio / Cassino / Qualiano – Le strutture coinvolte sono ubicate nei comuni di Caianello, Galluccio e Cassino. Ricevevano dalla prefettura, per ogni singolo pasto, circa 10 euro. Somministravano pasti da 2,50 euro. In sostanza, secondo l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Cassino, attuavano auto riciclaggio di denaro derivante dalla truffa allo Stato. Inoltre, secondo l’accusa, i cittadini stranieri vivevano in locali angusti, sporchi, fatiscenti ed in pessime condizioni igieniche, le camere erano sovraffollate oltre il limite consentito ed in pochi metri quadrati erano stipate anche sei persone. Le indagini svolte dalla Polizia di Cassino, guidata dal vice Questore Giovanna Salerno, hanno permesso di accertare le condizioni disumane in cui erano costretti a stare i migranti.
Nella rete della Polizia finiscono 8 soggetti di cui 3 sottoposti agli arresti domiciliari e 5 colpiti dal divieto di esercitare attività imprenditoriale. Agli arresti domiciliari finiscono i fratelli Raffaele Odierno (classe 64), Francesco Odierno (classe 72) e Pasquale Nappi (classe 66), tutti di Qualiano. Gli imprenditori interdetti sono residenti 2 a Cassino, 2 di Napoli e 1 di Roma. Le indagini hanno consentito di ricostruire molteplici illeciti commessi da un gruppo criminale che gestiva diverse cooperative attive nel settore del sistema dei centri di accoglienza straordinaria di cittadini stranieri, tra le province di Frosinone e Caserta. I controlli svolti presso le strutture di accoglienza hanno permesso di constatare numerose irregolarità. I cittadini stranieri vivevano in locali angusti, sporchi, fatiscenti ed in pessime condizioni igieniche, le camere erano sovraffollate oltre il limite consentito ed in pochi metri quadrati erano stipate anche sei persone. I migranti, inoltre, non erano assistiti da un numero sufficiente di operatori e non usufruivano correttamente dei servizi di assistenza sanitaria, sostegno psicologico, mediazione linguistica e culturale. Tuttavia, da un punto di vista cartolare, quanto veniva fatto appariva regolare, poiché gli indagati dichiaravano falsamente alle Prefetture competenti che i servizi in favore degli ospiti erano correttamente garantiti, riuscendo in parte a percepire i rimborsi previsti. In alcuni casi, le cooperative certificavano la presenza di numerosi cittadini stranieri che in realtà si erano allontanati dalle strutture da diverso tempo, recandosi anche in altri Stati, come emerso dai controlli alla frontiera, in modo tale da percepire la quota giornaliera spettante per la presenza sul territorio nazionale. È emerso, inoltre, come le cooperative ottenessero indebitamente rimborsi dalle Prefetture per un numero maggiore di pasti rispetto a quelli effettivamente somministrati ai richiedenti asilo. Gli ingenti profitti, frutto delle condotte illecite poste in essere, venivano trasferiti mediante operazioni di riciclaggio mascherate dall’utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti come accertato dai militari della guardia di finanza di Cassino. Sono in corso di esecuzione i sequestri di conti correnti ed immobili per un valore di oltre un milione di euro, pari al profitto dei reati contestati agli indagati, ovvero: truffa ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture, autoriciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

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