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TEANO – I telefoni: come nel terzo mondo

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teano. Da mesi sono senza servizi telefonici, da mesi chiedono un servizio essenziali. Ora sono stanchi e si rivolgeranno ad un legale per tentare di riavere il servizio ed anche per chiedere i danni scaturiti da un fatto che sembra svolgersi in terzo mondo, in un paese inv ia di sviluppo.
Invece, siamo a Teano, centro dell’Unità D’Italia dove Telecom lascia senza servizio centinaia di utenti.
Alcune zone di Teano da mesi senza telefono, senza servizi postali e telematici. Impossibile connettersi ad Internet. Impossibile, fra le altre cose, il semplice pagamento della spesa con carte di credito o bancomat. La scarsissima copertura della rete di telefonia mobile aggrava ancor più il quadro generale di disagio.
Disservizi che cadono su centri abitati costituiti in larga parte da anziani. Allertare un pronto soccorso diventa un’impresa. Protestano i residenti contro il gestore della rete telefonica, Telecom, che da mesi assicura l’imminente riparazione del guasto. Quello che sta capitando in alcune frazioni di Teano è incredibile. Telecom non riesce, da circa tre mesi, a ripristinare il normale funzionamento delle linee telefoniche. Appare davvero lontanissimo il Giappone, dove, dopo il violento terremoto di qualche mese fa, sono stati capaci di ripristinare strade, autostrade, linee telefoniche ed elettriche in meno di una settimana. Anche l’amministrazione comunale di Teano, guidata dal sindaco Raffaele Picierno, attraverso una delibera di giunta, ha protestato con Telecom per il protrarsi dei disagi che gravano su un’ampia fetta della popolazione. “Siamo ritornati, improvvisamente, indietro di trenta anni. Da diversi mesi – precisa Anna, insegnante residente a Fontanelle – protestiamo con Telecom dalla quale riusciamo solo ad avere generiche promesse, regolarmente disattese. Siamo adirati – conclude l’insegnante – perché ci sentiamo presi in giro da chi dovrebbe garantirci un servizio essenziale. Da mesi viviamo senza ufficio postale, senza poter usare internet”. I disagi nascono dall’azione di una banda di ladri rumeni – arrestati poi dai carabinieri della locale stazione – che depredarono, lo scorso marzo, gli impianti telefonici della zona. Con l’accusa di furto aggravato, finirono in carcere Papa Viorel rumeno di 34 anni,Udrea Marin rumeno di 44 anni, Barona Marian rumeno di 36 anni, Paul George rumeno di 35 anni e Florus Adrin rumeno di 19 anni.

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