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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Arrestato il responsabile dell’omicidio Guarino: è un albanese

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Santa Maria Capua Vetere – Nelle prime ore dell’alba del 9 marzo 2018, la polizia albanese del distretto di Dibra, in esecuzione di un ordine di cattura internazionale spiccato dallo stato italiano, ha tratto in arresto, ai fini di estradizione, TURSHILLA Argit, nato in Albania il 07 luglio 1992, ritenuto responsabile, in concorso, delle condotte delittuose di rapina (art. 628 c.p.} e omicidio (ari, 575 c.p.) commesse ai danni dell’imprenditore agricolo Guarino Pasquale. L’arresto – scaturito a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare emessa, in data 06 ottobre 2017, dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta di questo Ufficio di Procura – è stato eseguito all’esito dì una fattiva e sinergica collaborazione tra i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere ed il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Fondamentale per il rintraccio e il monitoraggio del prevenuto, è stato, altresì, il contributo offerto dall’ufficio dell’esperto per la sicurezza in Albania, che ha operato in costante contatto con le autorità di polizia albanesi. Il mandato di arresto estradizionale è stato emesso in relazione all’attività d’indagine – diretta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ed eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere – relativa al grave fatto di sangue consumato, in data 23 settembre 2015, ai danni dell’imprenditore agricolo GUARINO Pasquale, ucciso da una banda di rapinatori nel corso di una rapina perpetrata ai suoi danni e finalizzata a sottrargli l’incasso quotidiano della sua attività imprenditoriale. Più nel dettaglio – secondo la prospettazione operata da questa Procura e integralmente condivisa dal G.I.P. – sarebbe stato proprio TURSHILLA Argit, in qualità di esecutore materiale, unitamente ad altri partecipi, a rendersi responsabile dei gravi delitti di rapina e omicidio, rendendosi successivamente irreperibile al fine di sottrarsi agli accertamenti dell’autorità giudiziaria. Il solido impianto indiziario, è stato edificato attraverso elaborate attività tecniche di natura intercettiva, nonché mediante un accurato lavoro di analisi sia delle immagini immortalate da alcune telecamere insistenti sulla vasta area dell’evento omicidiario, sia delle informazioni raccolte attraverso i tabulati di traffico telefonico pregresso, il tutto avallato dalle dichiarazioni rese da alcune persone informate sui fatti.

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