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Fatturazione elettronica: cosa cambia?

La vecchia fattura cartacea è andata ormai in pensione, rimpiazzata da quella in formato digitale. La fattura elettronica era obbligatoria già dal 2015 per rapporti commerciali tra imprese e Pubblica amministrazione, adesso lo è per tutte le aziende che operano nel B2B (con fatture emesse da azienda ad azienda) ma anche per i possessori di partita IVA, fatta eccezione per alcuni regimi, quali ad esempio quello dei forfettari. 

Quali difficoltà e cambiamenti comporta? Emettere una fattura elettronica è una procedura piuttosto semplice di per sé, che dovrà essere effettuata entro 10/15 giorni dall’avvenuta operazione. Verranno adoperati a tal fine software, app e siti appositi come quello dell’Agenzia delle Entrate dove verrà emessa una fattura in formato .xml tramite il sistema di interscambio SID. Procedimenti abbastanza semplici e intuitivi, ma per quegli imprenditori non avvezzi all’uso del digitale, potrebbero comportare alcune difficoltà, almeno inizialmente.

Lo scopo dunque è provare a snellire e velocizzare nei suoi processi la contabilità delle aziende che subisce quindi una modifica netta, portandola verso un sistema ormai automatizzato, eliminando errori di calcolo e soprattutto mettendo a dura prova l’evasione (uno dei motivi principali che ha portato a questo sistema) oltre a provocare uno snellimento della burocrazia anche in termini di consumo di carta, costi di stampa, spedizioni e marche da bollo. È stato stimato che per un’azienda il cui giro di fatture supera le 3000 all’anno, il risparmio rispetto al vecchio sistema si aggira attorno agli 8€ a fattura. Beneficio che deriva appunto dai tagli sui costi di stampa, imbustamento, archiviazione ecc.

A essere “rivoluzionati” sono tutta una serie di settori, fra cui anche quello dei rifornimenti di carburante. Fino a non molto tempo fa infatti, per certificare l’avvenuto rifornimento, era sufficiente un timbro o una firma apposta su una scheda carburante del cliente. Ora le suddette schede non ci saranno più, e per poter ottenere una fattura elettronica con conseguente detrazione dell’IVA è più che mai necessaria una carta carburante o una carta prepagata, mezzi utilissimi che aiuteranno anche a orientarsi con la nuova fatturazione elettronica

Le carte carburante consentono di risparmiare tempo prezioso al momento della rendicontazione. A differenza di una carta personale, non sarà necessario un controllo manuale fra tutte le fatture per identificare quelle collegate ai rifornimenti di carburante o quelle che rientrano nelle spese aziendali e lavorative.

Usando una carta carburante le fatture saranno direttamente collegate agli estratti conto e, inoltre, saranno facilmente ricollegabili alla targa del veicolo che ha effettuato il rifornimento. Questi vantaggi la rendono l’opzione più semplice e conveniente sia per le aziende che per i liberi professionisti.

Come accennato prima, esistono anche alcune app che potranno essere adoperate per la fatturazione elettronica e anche in questo caso, possono venire in aiuto durante il processo di rifornimento. Queste applicazioni, registrano tutte le fasi dell’operazione, con la fattura che verrà poi emessa e recapitata nell’arco di poche ore.

Il grande cambiamento a cui porta e vuole portare la fatturazione elettronica è sicuramente quello di una cultura sempre più digitale, abituando imprese e titolari di partita IVA ad una gestione più immediata, elaborabile e veloce, in una parola: elettronica.

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