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PIEDIMONTE MATESE – Abuso d’ufficio e falsità ideologica, il presidente del consiglio sotto processo

Piedimonte Matese – Sono pesanti le accuse contro Gianluigi Santillo, attuale presidente del consiglio del municipio di Piedimonte Matese, all’epoca dei fatti residente del Consorzio dei Rifiuti CE1 con sede a San Potito Sannitico. Il Giudice per l’Udienza preliminare valuterà, nelle udienze fissate nei prossimi mesi, se Santillo dovrà subire un processo oppure la sua posizione dovrà essere archiviata. Con lui sono davanti al GUP Anna Maria Del Vecchio, Teresa Di Stasio, Maurizio Bologna, Antonio Pisaturo, Marcello Vitelli, Brandi Sergio, Giuseppe Trepiccioni e Giancarlo Miranda.  Sono tutti accusati, a vario titolo, di Abuso d’ufficio e falsità ideologica.
I fatti prendono avvio, secondo la Procura della Repubblica, nel 2008 quando, in concorso fra loro, Santillo quale Presidente del Consorzio CE1, Del Vecchio quale direttore amministrativo del Consorzio CE1, quali pubblici ufficiali venivano meno ai loro doveri allo scopo di favorire Di Stasio, Bologna, Pisaturo, Vitelli, Brandi, Trepiccioni, Miranda. A seguito del passaggio di cantiere del 17 aprile 2008 fra la Matese Ambiente S.r.l. e il Consorzio CE1, nel  quale si dava atto che gli indicati lavoratori erano dipendenti della Matese Ambiente a tempo indeterminato con contratto scaduto o in scadenza, Di Stasio Teresa (6/5/08), Bologna Maurizio (18/4/08), Pisaturo Antonio (il 15/4/08), Vitelli Marcello (il 23/4/08), in violazione di detto accordo ed in violazione della legge, senza alcun atto giustificativo venivano assunti a tempo indeterminato. Inoltre Brandi, Trepiccioni, Miranda, venivano assunti alle dipendenze del Consorzio CE1 senza che la loro assunzione fosse stata preceduta da concorso pubblico o selezione pubblica, né erano mai stati dipendenti del Consorzio ed in particolare­ la loro posizione quale dipendenti fu comunicata telematicamente al Ministero del Lavoro senza che vi fosse alcun pregresso atto di assunzione che ne giustificasse il rapporto di lavoro.
Fu, secondo l’accusa, Del Vecchio Anna Maria – direttore amministrativo del Consorzio CE1- su indicazione di Santillo Gianluigi, avvalendosi della password di accesso al sito del Ministero in uso a Mastrangelo Mario (con consenso di questi) e della collaborazione dei dipendenti Diana Gianluca e Sarro Rossella, ad inviare le comunicazioni delle assunzioni dei predetti lavoratori al Ministero del Lavoro in via telematica, comunicando le indicate posizioni lavorative in difformità rispetto a quanto risultava dagli atti del Consorzio CE1e  procedendo  poi  alla preparazione dei contratti  che venivano successivamente indebitamente sottoscritti. In tal modo determinando in favore dei predetti lavoratori l’ingiusta assunzione presso il Consorzio CE1 con danno per l’Ente, che assumeva in carico lavoratori che non vi avevano diritto, con l’ingiusto vantaggio per i lavoratori di aver ottenuto il posto di lavoro. Inoltre, nelle comunicazioni inviate in via telematica al Ministero del Lavoro, attestavano falsamente l’esistenza di un pregresso rapporto di lavoro fra il CE1 ed i lavoratori, rapporto di lavoro in realtà inesistente

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