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BAIA E LATINA / MANTOVA – La sindacalista baiarda Marcella Boccia bersaglio di discriminazioni per aver fatto il suo dovere.

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BAIA E LATINA / MANTOVA (di Staffiero Alessandro)- La sindacalista baiarda Marcella Boccia bersaglio di discriminazioni per aver fatto il suo dovere.

Siamo a Cicognara una località del Mantovano dove un gruppo di bambini indiani  inseriti in una classe di soli stranieri fà scattarre l’ira dei genitori (rappresentati dalla CGIL ), che lamentano scarsa attenzione verso i loro figli che mai apprenderanno la lingua italiana e resterebbero emarginati in una classe così composta.

La FLC CGIL locale, con un comunicato, chiarisce che il suo intervento, ad arte amplificato da chi vive per speculare su queste situazioni, non era una denuncia, ma un chiarimento, nè, come è stato detto, poteva essere il desiderio di comparire sulle pagine di un giornale: hanno agito in altro modo contattando le istituzioni preposte. Proseguono poi dicendo che:” una “Buona Scuola” è fatta di inclusione ed integrazione, due valori che valgono fra i banchi di scuola quanto nella vita.

Ancora una volta la  scarsa attenzione verso le fasce piu deboli e le intromissioni politiche pregiudicano la “qualità” della scuola italiana prendendo di mira chi si interessa del problema e spostando l’attenzione verso questioni politiche che nulla hanno a che fare con la questione.

La sindacalista Marcella Boccia, membro del Comitato Direttivo provinciale della FLC CGIL di Mantova con delega alle politiche dell’intercultura, per prima ad occuparsi del caso come richiestole dalle famiglie dei bambini in oggetto, è stat letteralmente bersagliata dalla stampa locale che ha scritto di tutto: “la Boccia dalla parte degli indiani e non degli italiani”, “ha violato atti d’ufficio”, “ex insegnante senza titolo raggiunta da provvedimento disciplinare” , etc…, e come se non bastasse la Lega nord è intervenuta con una interpellanza parlamentare chiedendo di ripristinare la classe “ghetto” nonostante gli Uffici preposti abbiano ribadito che fosse illegale. Tutte discriminazioni che hanno accentuato i malumori esplosi poi durante un assemblea pubblica che ha avuto toni abbastanza accesi e ha scatenato tutta una serie di commenti razzisti degli abitanti delle città limitrofe.

Ecco cosa ha dichiarato Boccia durante l’assemblea:

 Le più illustri ricerche in campo pedagogico e didattico ci insegnano che la diversità è fonte di arricchimento nella crescita dei bambini. La loro formazione è frutto soprattutto della relazione con i propri compagni, più che di quella frontale con l’insegnante. E più i bambini sono diversi, più si arricchiscono nel reciproco scambio. I genitori dei bambini che sono qui a rappresentare si scusano per il disagio procurato alla scuola ed alle altre famiglie, e ringraziano di cuore, in primo luogo il Dirigente Scolastico, il professor Delpari, le insegnanti, i piccoli alunni della scuola “Don Mazzi” ed i loro genitori, per la comprensione e la pazienza, auspicando in una positiva collaborazione scuola-famiglia. Ogni singolo genitore agisce per il bene del proprio bambino. Il cuore di una mamma non ha nazionalità, etnia, colore, religione o ideologia politica. Batte per il proprio bambino, e vive per averne cura”.

Ci si auspica che casi del genere non si verifichino più e che nella nostra scuola e nel progetto renziano “buona scuola” vi siano le risposte a queste problematiche anche se alla luce della vicenda sarebbe bastato semplicemente un interesse pronto ed efficace da persone che fanno bene il loro lavoro ed oltre ad utilizzare la testa utilizzano anche il cuore.

 

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3 commenti

  1. Dopo anni e anni di leghismo becero, di berlusconismo delinquenziale, truculento, soprattutto nei confronti dei “terroni”, ovvio che la gente di Mantova e dintorni, imbonite, plagiate da loschi individui rozzi, razzisti, ignoranti, abbiano fatto proseliti. La società civile deve intervenire con forza nel difendere chi, come Marcella Boccia, vuol difendere e restituire dignità, civiltà, buonsenso, educazione e bon ton… a chi ne è sfornito.

  2. Il razzismo è tipico degli ignoranti

  3. Joanna Gierszewska

    Cosi si rischia il getto, e io sono contraria alle classi differenziali.
    Una classe di soli stranieri lede il carattere inclusivo e democratico della scuola pubblica. Un assurdo, questi ragazzi vanno integrati al più presto. Quello che occorre non è certo una sperimentazione, ma risorse per l’alfabetizzazione, da anni falcidiate. Si vuole sperimentare la separazione (ed i suoi amari esiti…) o si vuole sperimentare la fine dell’inclusione?

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