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TEANO – Furti e ricettazione di antichità, 6 sotto processo. Anche noto avvocato

TEANO –  Furti archeologici presso il museo di Teano, sette persone sono sotto processo. Tutto nasce dall’attività dei carabinieri del Comando Stazione di Teano che, alcuni mesi fa, arrestarono quattro persone. indiziati di aver commesso una serie di furti di beni di interesse storico – archeologico, poi venduti sul mercato illegale anche a noti professionisti della zona. Davanti al giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vertere sono finiti AUTIERI Emilio, AVERSANO Massimo, COMPAGNONE Luca, DE BIASIO Domenico,  MASTROSTEFANO Gerardo, PANE Antonio.
Spicca fra gli imputati il nome del noto avvocato Gerardo MASTROSTEFANO; contro di lui la Procura, attraverso le indagini svolte dai carabinieri della locale stazione, allora guidata dal maresciallo Forziati, punta l’indice perchè avrebbe violato l’articolo 648 del codice penale “perche, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, deteneva presso la propria abitazione alcuni beni provenienti dal delitto di cui all’art. 176 D. Lgs. 42/2004, ed altri provenienti da delitto, in particolare 13 beni (caduti in sequestro) dichiarati di notevole interesse storico archeologico dalla perizia del Direttore del Museo Archeologico di Teano, alcuni dei quali provenienti da corredi funerari di necropoli di area campana, di cui terze persone si erano illecitamente impossessate. L’operazione dei carabinieri permise di recuperare più di 170 oggetti di notevole interesse storico appartenenti a varie epoche che vanno dal I-II secolo d.C. al VIII – VI secolo a. C. per valore di circa € 500.000,00.
Nell’udienza di oggi i difensori degli imputati hanno chiesto una perizia super partes per il busto ritrovato a casa di uno degli imputati. Dubbio sull’autenticità del reperto. Inoltre, è stato ascoltato un teste indicato dai difensori di Mastrostefano il quale avrebbe evidenziato che gran parte delle opere fossero situate a casa del padre del legale imputato e che l’unico oggetto di interesse presumibilmente storico – archeologico, cioè il busto maschile, fosse a casa del legale. L’imputato Mastrostefano rendendo spontanee dichiarazioni al giudice monocratico e al Sostituto Procuratore Maria Martino ha spiegato che quel busto fosse un clone acquistato in un mercatino dell’antiquariato per 700 euro.
L’indagine iniziò nel gennaio 2016 seguendo le tracce di un furto commesso nel Museo Archeologico di Teano dove venne sottratta di una lucerna in terracotta apposta su una tomba cappuccina. I militari risalirono ai responsabili di quel furto compiuto il 13 gennaio 2016 ad opera di Antonio Pane, Domenico De Biasio e di un minore che venne impiegato per un altro furto di reperti archeologici consumatosi presso il Teatro Romano di Teano. Fu scoperto il sistema di furti non solo di opere antiche ma anche di porte, sedie e attrezzature da giardinaggio, nonché il meccanismo di vendita illegale a professionisti e le varie correlazioni con gli altri imputati. A casa del sanitario Autieri i carabinieri rinvennero circa 170 reperti depredati dal Teatro Romano e dal Museo Archeologico di Teano. Al seguito di un blitz a casa del legale Mastrostefano venne rinvenuto un busto maschile in marmo di epoca romana e nella casa paterna circa 33 opere funerarie.

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