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Il 2021: l’anno della ripresa?

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Il 2020 passerà alla storia come un anno nero: la pandemia che ha sconvolto tutto il mondo ha messo in ginocchio buona parte dell’economia, con poche eccezioni. Quella che all’inizio sembrava essere una crisi di qualche mese, alla fine si è protratta per tutto il 2020. Ora gli occhi sono tutti puntati sul prossimo anno che dovrebbe essere, con buona probabilità, l’anno della grande ripresa, quello in cui si potrà recuperare tutto ciò che è stato realizzato nell’anno in corso. Quali sono quindi le aspettative sia per l’economia che per la società?

Sicuramente continueranno a procedere bene quei pochi settori che durante il 2020 non hanno subito perdite rilevanti: in primis, il mercato alimentare. Dei dati importanti ci arrivano da una fonte del settore: secondo Kimbino.it, un fornitore internazionale di volantini online che opera in 36 nazioni, la generale crescita degli acquisti online si è soprattutto mostrata nel comparto alimentare dei supermercati. Ad esempio, secondo Kimbino, la crescita del volume di ricerche del volantino Eurospin si attesta a +200% durante la prima fase della pandemia.

Per quanto riguarda invece quelle attività che hanno subito un crollo proprio per via del lockdown, si prevede una graduale ripresa: parliamo soprattutto del settore tessile, della fabbricazione di materie plastiche e della produzione di mezzi di trasporto. Anche se già a maggio si era registrata una leggerissima ripresa, purtroppo in autunno i lievi miglioramenti sono stati del tutto stravolti dalla successiva ondata di Covid. Un altro aspetto che farà da traino all’economia in generale dovrebbe essere la ripresa delle esportazioni, sia verso i mercati UE che extra UE.

È chiaro poi che tutto dipenderà non solo dalle tempistiche con cui il tanto atteso – e discusso – vaccino mostrerà i suoi effetti, ma anche dal modo in cui la società tornerà una vita normale.

La ripresa della vita sociale: tornerà tutto come prima?

Una delle domande più frequenti, guardando al 2021, è se la nostra vita sociale tornerà quella di una volta, se ci saranno delle abitudini o dei comportamenti che manterremo anche quando non ci sarà più il timore di essere contagiati da un virus mentre siamo in un luogo pubblico, o stiamo semplicemente parlando con una persona. I comportamenti umani sono difficili da prevedere, ma è certo che l’esperienza vissuta nel 2020, e che in qualche modo inaugurerà il 2021, ha avuto un forte impatto sulla società.

L’estate del 2020 ci ha dato modo di prendere delle piccole boccate di ossigeno rispetto al lockdown dei mesi precedenti. È stato abbastanza semplice appurare come sia naturale tornare alla vita di prima non appena non solo i divieti, ma anche il timore iniziano a fare meno presa sulle nostre vite. Nel giro di pochi giorni abbiamo visto molte persone tornare alla propria vita sociale ante-Covid, anche abbastanza incuranti delle norme di precauzione ancora vigenti.

Come è stato preannunciato già da alcuni esperti, man mano che i timori inizieranno a venir meno, altrettanto farà il ricordo del periodo che abbiamo vissuto, e con esso anche le abitudini che sono state forzatamente adottate. Ben poco rimarrà di questa esperienza – sempre in base al parere degli esperti – se non dal punto di vista lavorativo: lo smart working potrebbe essere un’alternativa che potrebbe rimanere valida in alcune ipotesi, ad esempio in caso di malattia o maternità. Un’altra abitudine che può permanere è quella del livello di igiene più elevato: la consapevolezza che possano esserci dei virus o dei batteri particolarmente resistenti e con una carica di contagio elevata, potrebbe modificare in senso positivo molte abitudini igieniche, anche nei luoghi pubblici.

Ma la nostalgia di tornare alla vita precedente è in grado di travolgere molti altri comportamenti acquisti negli ultimi mesi, e di cui – a dirla tutta – non vediamo l’ora di liberarci.

 

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