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Piedimonte Matese / Gioia Sannitica / Alvignano – Appalti truccati, parla Scialdone. I difensori degli imputati: solo chiacchiere.

Piedimonte Matese / Gioia Sannitica / Alvignano –  Momenti di tensione nell’ultima udienza del processo Assopigliatutto; un procedimento che nasce dall’inchiesta basata sul sistema Termotetti. I difensori di alcuni indagati hanno duramente contestato le affermazioni delsuper collaboratore Antonio Scialdone. Hanno contestato come il testimone non stesse riportando fatti ma solamente “ipotesi di turbativa” da lui immaginati e non certificate. L’ex candidato sindaco di Vitulazio ha ripercorso, in primis, il suo percorso professionale, dalla prima assunzione in una società che si occupava di raccolta rifiuti fino al Consorzio Unico di Bacino, dove è arrivato a ricoprire anche il ruolo di direttore generale. Poi è entrato nelle vicende attinenti il processo, sottolineando come lui fosse stato a conoscenza di quanto avveniva per i “rapporti stretti” che aveva con Alberto Di Nardi della Dhi, entrando nel merito delle questioni relative ai comuni di Casagiove, Maddaloni e tirando in ballo anche Santa Maria Capua Vetere (dove però ad oggi non risultano inchieste chiuse). L’udienza è stata poi aggiornata a febbraio per il controesame.
Si snoda, sostanzialmente, tutto intorno alla turbata libertà del contraente aggravata e continuata in relazione agli appalti per la nettezza urbana affidati alla Termotetti dai comuni di Alvignano, Piedimonte Matese e Casagiove. Al centro delle contestazioni, i presunti favori concessi alla Termotetti dagli amministratori comunali dell’Alto Casertano. Per il gip Ivana Salvatore, che firmò a settembre del 2016, 7 arresti in carcere e 13 ai domiciliari, i bandi di gara venivano confezionati su misura per scoraggiare eventuali concorrenti della Termotetti, colosso del settore ambiente. L’iter giudiziario ha subito una brusca battuta d’arresto in fase di Riesame, con una serie di annullamenti motivati con la necessità di «approfondire i riscontri» alle dichiarazioni delle due controverse figure che, con le loro rivelazioni, stanno determinando, dal 2015, una serie di inchieste sulla pubblica amministrazione in tutta la provincia di Caserta: Antonio Scialdone e Alberto Di Ora, però, la parola passa ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che dovranno analizzare le posizioni dei singoli imputati, che sono:
Luigi Imperadore, 51 anni di Gioia Sannitica, patron della Termotetti;
Francesco Raucci, 45 anni di Caserta;
Antonella Tedesco, 39 anni di Gioia Sannitica, titolare della Termotetti;
Vincenzo Cappello; 52 anni, ex sindaco di Piedimonte Malese;
Pietro Terreri, 51 anni di Prata Sannita, ex dirigente del Comune di Piedimonte Matese;
Ernesto Palermiti, 59 anni di Caserta;
Raffaele Macchione, 66 anni di Parete;
Antonio Menditto, 48 anni di Pietramelara;
Luciano Sorbo, 40 anni di Casapulla;
Francesco lavazzi, 50 anni di Caserta, titolare della Impresud;
Giuseppe Simonetti, 60 anni di Piedimonte Matese;
Angelo Di Costanzo, 55 anni, ex presidente della Provincia di Caserta ed ex sindaco di Alvignano;
Simone Luigi Giannetti, 55 anni, ex assessore del Comune di Alvignano;
Vincenzo Mario Franco, 63 anni, di Baia e Latina;
Domenico Marra, 58 anni di Castel Campagnano;
Claudio Del Muto, 65 anni di Piedimonte Matese;
Gennaro D’Onofrio, 63 anni di Pomigliano d’Arco;
Giuseppe Imperatore, 54 anni di Caserta;
Antonio Manca, 63 anni di Caserta;
Fabio Menditto, 50 anni di Casagiove;
Gaetano Rauso, 63 anni, dirigente del Comune di Casagiove;
La Procura contesta agli indagati di aver costruito su misura i bandi per l’affidamento del servizio di raccolta rifiuti nei comuni di Piedimonte Matese, Alvignano e Casagiove per favorire proprio la Termotetti del ‘dominus’ Luigi Imperadore. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Falco, Gennaro lannotti, Angelo Raucci, Carlo Madonna, Romolo Vignola, Giuseppe Stellato. Amedeo Barletta,  Marco Monaco,  Gaetano D’Orso, Camillo Irace.

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