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TORA E PICCILLI – L’amministrazione Valentino è “crollata”, tutta colpa della superficialità: ecco la sentenza del TAR

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

TORA E PICCILLI – L’amministrazione comunale di Tora e Piccilli è “caduta” – non sotto i colpi di Antonio Mammoli e di Domenico Di Marco – ma sulle “ali” della supponenza della superficialità. Chi è causa del suo mal pianga se stesso,  è un antico proverbio che sembra calzare a pennello alla situazione che ha coinvolto e sconvolto la maggioranza amministrativa di Tora e Piccilli, guidata da Natascia Valentino. I due consiglieri comunali hanno chiesto ai giudici del Tar il rispetto della legge e delle norme. I giudici di Napoli hanno confermato che l’approvazione del bilancio di previsione, in municipio, era avvenuta alla “garibaldina”. Atti annullati e amministrazione si avvia verso “casa”. Certo servirà anche qualche settimana prima del possibile arrivo del commissario, ma ormai stanno già scorrendo i titoli di coda, come in quei film noiosi, dal finale scontato.  I giudici del Tar hanno sancito che i consiglieri di minoranza, impugnando gli atti, hanno tutelato gli interessi dei cittadini. Quindi nessun personalismo, anzi, spiccato senso del dovere.  E’ di poche ore fa la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del Tar di Napoli che ha annullato il bilancio di previsione 2016 del Comune di Tora e Piccilli, aprendo, di fatto, la strada allo scioglimento del Consiglio e al commissariamento dell’Ente.
Il Tar, con la sentenza di ieri, ha sancito un principio importante per il corretto funzionamento dei Comuni, valorizzando il ruolo fondamentale delle opposizioni a tutela dei cittadini e per il rispetto della legge. In particolare, affermano i giudici, il mancato rispetto delle regole da parte della maggioranza, siano quelle generali, siano quelle di contabilità pubblica o quelle di statuto, possono e devono essere denunciate dai consiglieri di minoranza per la corretta affermazione di un sistema di legalità.
Le sollecitazioni espresse in Consiglio Comunale da parte dei consiglieri Antonio Mammoli e Domenico Di Marco al Sindaco perché fossero approfonditi alcuni aspetti di ordine tecnico erano state, tuttavia, ignorate dalla maggioranza; segnalazioni che se fossero state accolte avrebbero evitato alla stessa maggioranza di cadere in errore e, soprattutto, avrebbero evitato l’approvazione di un bilancio invalido idoneo a produrre danni per un tempo indeterminato.
La minoranza, in questo caso, ha dimostrato una tenacia non usuale e una grande competenza, operando su una materia molto tecnica e molto complessa pur facendosi coadiuvare dall’esperto amministrativista avv. Pasquale Di Fruscio che ha curato per essi la stesura del ricorso. Il Comune di Tora e Piccilli, per suo conto, era rappresentato e difeso in giudizio dall’Amministrativista di Napoli, avv. Luisa Acampora, la quale ha fortemente tentato di difendere e di giustificare l’operato amministrativo; alla fine, però, i giudici partenopei non hanno dato pregio alle tesi sostenute dalla maggioranza.
Infatti, di fronte ad argomentazioni articolate con riscontri normativi da parte dei ricorrenti le diverse teorie del Comune sono naufragate e gli stessi Giudici amministrativi hanno evidenziato la non strumentalità dell’azione promossa dalla minoranza che aveva operato, correttamente, nell’interesse di tutta la collettività. I consiglieri Comunali ricorrenti avevano esposto al TAR, infatti, plurime censure di legittimità sotto il profilo della violazione di legge e dell’eccesso di potere e la lesione delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali che svolgono una funzione fondamentale di legalità e controllo negli enti territoriali. Hanno lamentato la violazione dallo Statuto del Comune di Tora e Piccilli (art.11, commi 5, 6, 7 e 8) dal regolamento di contabilità dell’Ente (artt. 9 e10) rimarcando che le norme in materia contabile prevedono la presentazione al Consiglio Comunale, ad opera della Giunta, dello schema del bilancio annuale di previsione, della relazione previsionale (ora Documento Unico di Programmazione, DUP) dei documenti di cui all’art.172 TUEL, della relazione dell’organo di revisione e del parere del responsabile del servizio finanziario (art.9, comma 2). In particolare il Documento Unico di Programmazione (DUP), benché approvato dalla Giunta comunale con deliberazione n.1 del 27/01/2016, non era mai stato approvato dal Consiglio ed era stato reso disponibile all’esame consiglieri comunale solo in data 06/06/2016.
Il TAR ha giudicato il ricorso “manifestamente fondato”, i ricorrenti legittimati, per potersi addirittura applicare il rito abbreviato così come aveva richiesto in sede di discussione orale l’avvocato Pasquale Di Fruscio. La decisione della causa è stata, appunto, decretata con sentenza di merito “in luogo dell’ordinanza pronunciata in sede cautelare, non ostandovi l’opposizione formulata dal difensore del Comune resistente nel corso dell’udienza camerale”. Tutelare la collettività, fare rispettare la legge, dicono i Giudici nella sentenza, rientra nei diritti / doveri delle minoranze. A questo punto – con l’annullamento della convocazione prot. n. 1248 del 25/05/2016 del Consiglio Comunale, della delibera del Consiglio Comunale n. 8 del 15/06/2016, avente ad oggetto “approvazione bilancio di previsione 2016” e l’annullamento degli atti integrativi, quali le delibere di giunta di approvazione dello schema di bilancio di previsione (n.30 del 20/04/2016) e del documento unico di programmazione (DUP, n. 1 del 27/01/2016), compreso il parere dell’organo di revisione e la nota integrativa alla proposta di bilancio presentata in data 15 giugno 2016 – nel comune di Tora e Piccilli si va a delineare uno scenario molto critico che solo il Prefetto potrà definire nel rispetto della legge.

 

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un commento

  1. Finalmente il nostro paese sarà abbandonato non solo dalla superficialità, anche dalla parentopoli. Saluti

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