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Caserta – Risparmio di acqua pubblica, la provincia di Caserta tra le ultime in Italia

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Caserta –  L’acqua è uno dei beni principali per una nazione e lo diventerà sempre più nei prossimi anni. I cambiamenti climatici degli ultimi decenni stanno infatti incrementando il problema della siccità e l’Italia ha già iniziato a fare i conti con la scarsità d’acqua.  In questo articolo andiamo ad analizzare l’utilizzo dell’acqua nelle diverse regioni e province italiane con una particolare attenzione per la provincia di Caserta.  Andando a confrontare il consumo di acqua nella regione Campania, questo è diminuito rispetto al 2014, ed è aumentato tra il 2017 e il 2020. Se confrontassimo il consumo di acqua nel 2014 con quello nel 2017, notiamo che per la regione Campania questo è diminuito, con una percentuale del -1,39%. È interessante osservare anche come la variazione del consumo di acqua tra il 2014 e il 2020 nella regione Campania sia sotto la media nazionale di -5,71% mentre per quanto riguarda la variazione del consumo tra il 2017 e il 2020 la regione Campania si trova ancora sotto la media nazionale di -2,32%. In particolare, se si volesse stilare una classifica delle regioni italiane più risparmiatrici di acqua nell’arco temporale 2017-2020, la regione Campania ricoprirebbe la 16º posizione con una percentuale del risparmio di 0,30%.
Osserviamo più nello specifico la variazione del consumo di acqua per le singole province. Se si considerasse il periodo di tempo tra il 2014 e il 2017, per la provincia di Caserta il consumo di acqua è aumentato, con una percentuale di variazione del 8,41%. Tra il 2014 e il 2020, ultimo anno di rilevazione dell’Istat, il consumo di acqua potabile di Caserta è aumentato. Prendendo invece a riferimento l’arco temporale 2017-2020, il consumo di acqua per la provincia è ancora aumentato. In particolare, la variazione di consumo tra il 2014 e il 2020 per la provincia di Caserta si trova sotto la media nazionale di -5,71% e per quanto riguarda la variazione tra il 2017 e il 2020, la provincia di Caserta è di nuovo sotto la media del paese che ha fatto registrare un decremento del -2,32% a livello nazionale. Inoltre, facendo una classifica delle province che hanno risparmiato più acqua tra il 2017 e il 2020, la provincia di Caserta occupa la 103º posizione con una percentuale del risparmio di 12,49%.
Nel 2020 il consumo di acqua in Italia è stato di 9.5 miliardi di metri cubi, un ammontare davvero elevato se si pensa che equivale a quasi 450 litri giornalieri pro capite. Siamo al primo posto nell’Unione Europea per prelievo di acqua e questo è dovuto principalmente alla ancora troppo alta dispersione delle reti idriche che sfiora il 50%. Questo significa che per ogni litro utilizzato c’è un ulteriore litro che viene sprecato a causa delle reti di distribuzione.  Molte regioni però stanno correndo ai ripari e il risparmio di acqua negli ultimi tre anni è stato il più alto di sempre. In Italia tra il 2017 e il 2020 è stato risparmiato circa il 2,3% di acqua potabile con la regione Liguria prima della classe con una riduzione nell’utilizzo della componente potabile di quasi il 9%. A seguire troviamo Calabria (-8,00%), Friuli Venezia Giulia (-6,86%), Veneto (-4,33%), Basilicata (-4,03%) e Puglia (-3,86%). In settima posizione troviamo invece il Lazio che, nonostante gli ingenti investimenti nelle reti idriche della regione ancora non riesce a diminuire la forte dispersione di acqua, che nelle province di Frosinone e Latina è rispettivamente del 77,8% e 70,3%, le due province peggiori per dispersione d’acqua. Nelle ultime posizioni per risparmio invece troviamo Emilia Romagna (+1,59%), Trentino Alto Adige (+2,18%) e Umbria (+7,79%) che hanno incrementato notevolmente l’utilizzo di acqua potabile dal 2017.
L’acqua è un bene che troppo spesso diamo per scontato ma l’oro blu sta iniziando a diventare sempre più prezioso. È di pochi mesi fa la notizia che sulla borsa americana verranno lanciati degli strumenti finanziari proprio sull’andamento del prezzo dell’acqua.  Gli investimenti nella Penisola sono aumentati del 17% rispetto al 2017 e continueranno a crescere nei prossimi anni, cercando di arginare gli effetti del cambiamento climatico, così come si sta già facendo nel mercato dell’energia. La risoluzione del problema non è semplice da trovare poiché gli effetti del cambiamento climatico, che influiscono sulla siccità e sugli incendi, sono ancora incerti. Bisognerà mettere in campo nuove politiche per scongiurare lo spreco di acqua sia a livello nazionale sia nella quotidianità di ognuno di noi.
( Fonte: https://www.prontobolletta.it)

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