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Pietramelara – Prete minacciato, De Nuccio chiarisce: mai fermato dai carabinieri, né mai arrestato. Denuncio chi mi ha diffamato

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Pietramelara – Il professore Raffaele De Nuccio ha inviato una nota con la quale intende fare chiarezza su alcuni aspetti della vicenda che lo vedono protagonista e scaturita dall’aggressione al parroco nella chiesa di Sant’Agostino. Aggressione avvenuta la sera dello scorso 25 dicembre 2020. De Nuccio ha voluto puntualizzare che lui non è stato mai fermato né arrestato dai carabinieri, come invece erroneamente riportato da alcune testate.

La nota
In merito alla pubblicazione della notizia per la quale io sarei stato fermato dai carabinieri di Pietramelara per accertamenti o addirittura arrestato in data 30 dicembre 2020, con tanto di foto nella quale mi si ritraeva di spalle fra due militari posti a tre metri di distanza uno alla mia sinistra l’altro alla mia destra, a suffragare la notizia, che non solo era totalmente falsa e per la quale agirò legalmente con una querela per diffamazione aggravata sia nei confronti del direttore della testata sia del corrispondente locale a Pietramelara della stessa, il quale prontamente ha postato sui social la falsa notizia, chiedendo risarcimento del danno verso il direttore, ci tengo a precisare che costui, per una straordinaria coincidenza, è  molto vicino per legami di parentela con una persona che nell’agosto del 1997,fu portavoce di una specie di invito a ritornare a Bergamo, dopo alcuni fatti ivi accaduti. L’invito proveniva da un alto dirigente del Ministero dell’Istruzione chiaramente nel 1997 il quale avrebbe aderito, come protagonista, ad uno scontro di “forze” all’interno di una organizzazione associativa operativa a Bergamo ma non solo per vendicarsi, dopo quanto a me e dopo di me anche a lui accaduto a Bergamo, cioè, per quanto riguarda il dirigente, di alcuni fatti che questa persona vicina al direttore della testata in questione mi precisò dettagliatamente qualche tempo dopo come, anche, mi chiari i motivi per cui quello scontro si concluse con un armistizio che favori, pur di liberarsi di questo personaggio, un suo trasferimento a Roma con un importantissimo incarico ministeriale. Costui, cioè questo alto dirigente, era originario di Bari, dove aveva appoggi importanti sia in quella città sia fra i suoi amici in diverse località italiane, con un passato di circa 10 anni in Africa. periodo per lui molto importante. Su questa vicenda io non voglio entrare perché quello che è accaduto a Bergamo nel 1997 è un periodo chiuso e perdonato da entrambe le parti; ma se costretto potrei chiarire aspetti che finora sono stati sempre coperti da un velo di silenzio, anche da parte mia. Quindi non è il caso che, come mi riferiscono, si parli di mie precedenti inesistenti nella scuola a Bergamo, sia perché non esistono sia perchè non sono miei ma di molti, anche dalle nostre parti. Tanto per gradire di costui, cioè dell’alto dirigente ministeriale, in qualche modo si parla nella denunzia del gennaio 1997 ai Carabinieri di Bergamo dove si segnala (la denuncia è stata erroneamente recepita con la data 1996 e sequestrata dai carabinieri di Pietramelara durante la perquisizione del 30 dicembre us) ovvero nella quale si fa riferimento ad una telefonata, quando questo dirigente mi era contro, prima dei fatti a lui ascritti mai in sede giudiziaria, proveniente da Bari. L’interlocutore – cosa non specificata allora – si qualificò Mustafà da Bari. Ma cosa significherà qualificarsi Mustafà? Si potrebbe provare sempre ad avanzare delle ipotesi. Per quanto riguarda il corrispondente devo dire che egli invece è legato a doppio legame sia con il primo indiziato della denunzia del 1 giugno 2012 per i fatti di Pietramelara culminati con la manifestazione della pubblicazione dei Fiori di Sara sia con la moglie di questo indiziato. Fa da corollario poi un medico – non residente in Italia – molto amico di questa signora che secondo me – proprio tramite l’intervento su di me di Giosué Zannini, è stato colui che ha contribuito indirettamente a far archiviare – dopo la mia perdita di credibilità ad opera dello Zannini – le denunce alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nel 2012. Non sono il tipo che ama lanciare messaggi agli amici degli amici né criptici né cifrati ma è bene che tutti prima di parlare pensino bene le parole perché ad ogni azione ci sarà una reazione  di chiarificazione sul perchè certe persone dicono certe cose false e diffamatorie e non  certo questa chiarificazione avverrà solo sul piano giudiziario  se richiesto ma tramite il mio canale web GIOVANI E CULTURA a cura del Prof. Raffaele De Nuccio, solo sospeso dopo i fatti del 2012.

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