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NAPOLI – CONSORZI RIFIUTI CAMPANI, I LAVORATORI SUL PIEDE DI GUERRA

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NAPOLI – Continuano le incerterzze sul inizio dei nuovi corsi di formazione de dipendenti dei consorzi rifiuti campani, si ricorda che la regione Campania  nella persona dell’assessore  all’ambiente Bonavitacola dichiaro’ nella scorsa riunione di gennaio che la regione stessa era intenzianata a far attuare la corretta procedura di legge dei rifiuti, nel merito occupazionale  aveva sancito il prosieguo dei corsi per tutti i dipendenti aventi diritto dei consorzi dei rifiuti campani, allo stato attuale in merito c’e’ ancora molta confusione  infatti si chiarisce che la semplice delibera fatta di consiglio regionale concernente il prosieguo di ulteriori 200 ore ovvero due mesi dei corsi di formazione  non è sufficiente a garantire l’esatta  copertura economica per gli stessi. Infatti,  affinche’ detto processo possa essere attuato c’e’ bisogno che la regione Campania  effettui  una  modifica di bilancio all’attuale legge regionale 14/2016,  procedento nello specifico a modificare l’articolo  della legge regionale stessa che riguarda il periodo transitorio il quale, da dodici mesi previsti precedentementi, deve esseere esteso a  diciotto mesi con inclusi i sei mesi di corsi di formazione di cui quattro già effettuati e due da effettuarsi. Ciò si rende necessario per il fatto che nella precedente norma vi erano stanziati 45 milioni da utilizzare in dodici mesi, mentre per portare a diciotto mesi il processo formativo il tutto necessita di un incremento delle risorse economiche, in quanto vi sono sei mesi in più non previsti precedentemente. Altro negativo aspetto e’ quello che riguarda l’ approvazione delle liste, com’è noto la legge  regionale Campania 14/2016 prevede che le liste dei lavoratori dei consorzi e delle società partecipate siano preventivamente concordate con tutte le oo.ss. E successivamente vidimate presso gli uu.tt.gg prefetture di competenza della Campania come d’accordo inter prefettizio, siglato presso la prefettura di Napoli nel dicembre 2015. Tale procedura è stata rispettata soltanto dalle province di Avellino e Benevento e risultano mancanti quelle di Caserta, Napoli e Salerno. Per quanto attiene a quelle di Caserta e Napoli evidenzia  che, si è celebrata presso il tar della Campania l’udienza definitiva relativa al ricorso posto in essere da 52 lavoratori dipendenti del cub, i quali chiedevano al tribunale adito un provvedimento di ottemperanza a tale vidimazione.  Si sono costituite in giudizio le prefetture di Caserta e Napoli e la regione Campania, che hanno dichiarato rispettivamente che gli uu.tt.gg sono disponibili ad ospitare tali riunioni allorquando il commissario liquidatore del cub ne farà richiesta. Diversamente la regione Campania ha constatato e condannato l’inottemperanza a tale obbligo ed ha ulteriormente dichiarato che il suo compito è quello di normare e di non avere poteri d’intervento su tale negligenza.  Il consorzio unico di bacino, cub, seppure chiamato in giudizio non si è costituito mentre per le vie brevi il soggetto liquidatore, dottor Francesco Paolo Ventriglia, ha comunicato che entro i prossimi giorni ripubblicherà, nell’albo pretorio online, gli elenchi (fino ad oggi mai concordati con le oo.ss) ed assegnerà un breve lasso di tempo ai lavoratori ed alle oo.ss. Per indicare proprie controdeduzioni. Successivamente, invierà tali elenchi alle prefetture di Caserta e Napoli chiedendo, contestualmente, che venga convocato il previsto tavolo di confronto presso la sola prefettura di Napoli, congiuntamente con un rappresentante della prefettura di Caserta. Per quanto concerne Salerno, nei giorni scorsi, nel corso della riunione tenutasi presso la prefettura di Salerno è emerso che esistono problematiche oggettive, in quanto per il consorzio sa3 – e  sa4  e le loro società partecipate yele ed ergon, non si conosce nemmeno chi debba inviare le liste dal momento che ripetutamente cambiano gli amministratori e fra di essi esistono contenziosi su chi effettivamente comanda e ha poteri decisionali in merito,  caos totale questo che non fa altro che far restare  la situazione impantanata. Da parte della nostra organizzazione sindacale  non  permetteremo ulteriori passaggi di cantiere truffa  fin quando tali elenchi, nel rispetto della legge regionale  Campania 14/2016, non verrano approvati, certificati e bollinati presso le prefetture e consegnati entro il prossimo 3 marzo agi costituiti ato/ eda unici soggetti individuati per legge a esercitare funzioni in ambito ambiente le nella regione Campania,  anche perche’ dette problematiche abbondantemente denunciate in passato dal sindacato azzurro alle autorita’ competenti  non fanno altro che agevolare i passaggi di cantiere truffa posti in essere nelle provincie campane in particolare modo Caserta e Salerno, con emissione nel comparto rifiuti di figure professionali ex novo,  gonfiando di fatto gli organici del comparto stesso a danno dei dipendenti dei consorzi aventi diritto, infatti in provincia di Caserta molti comuni nel ultimo periodo con raggiri di dubbiose procedure di gara ed affidamenti diretti  in netta violazione della legge regionale che impone l’obbligo di comando e regia gestionale di dette procedure ai costituiti ato/eda individuano soggetti  privati affidatari dei servizi di raccolta rifiuti  imponendo agli stessi appunto assunzioni clientelari ex novo gonfiando cosi’ di fatto gli organici con evidente danno erariale alla colettivita’ per duplicazione di costi e servizi.  Walter celestino segretario provinciale di caserta in merito afferma: “come sindacato azzurro segnaleremo ogni giorno alle rispettive autorita’ di legge competenti  eventuali dubbiose procedure di gara di nostra conoscenza  al fine di tutelare gli interessi dei lavoratori dei consorzi rifiuti campani aventi diritto. Lavoratori a cui dopo anni di precariato  va data una risposta seria e concreta in merito al loro futuro lavorativo, al fine di ridare agli stessi la dignita’ di lavoratori restituendo loro  il lavoro  rubato da una scellerata mala gestione passata della problematica dei consorzi rifiuti campani.”

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