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VAIRANO PATENORA – Pulizia del comune, una “Libellula” e tanti sospetti

VAIRANO PATENORA – La macchina amministrativa ha assegnato la pulizia della casa comunale. Sarà una cooperativa del posto, dal nome leggiadro, composta da tutte persone del posto, a garantire il decoro del palazzo del popolo. In cambio riceverà poco meno di 5mila euro all’anno. Tutto scritto nella determinazione del settore amministrativo, numero 24 dello scorso tre marzo 2016, a firma del dirigente Gaetano Di Nocera. La pubblicazione dell’atto ha scatenato subito reazioni e polemiche. Nella cooperativa Libellula infatti, fra i soci, ci sarebbe il nipote di Stanislao Supino, vice sindaco di Vairano Patenora e una donna che risulterebbe essere associata di un noto studio commercialista vairanese all’interno del quale figurerebbe anche il figlio di un dirigente del municipio. Inoltre, secondo altri, non sarebbe stata rispettata la normativa che regola la materia. Normativa che impone l’affidamento di questi servizi solo attraverso gare alle quali possono partecipare solo ditte specializzate.
Dura la critica mossa da Gianpiero Martone, consigliere comunale del gruppo Torre: La mentalità e l’organizzazione delle cooperative romane, da tempo sotto inchiesta, è arrivata pure a Vairano”.

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