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CALVI RISORTA – “COMM ‘A M’TTEMMU NOMM?”, SUCCESSO PER  ALLOCCA

Calvi Risorta – Ci piace pensare che sia stata la mano di Margherita, storica interprete e protagonista del gruppo, ad ispirare e guidare dal cielo l’autore e gli interpreti dell’ultima rappresentazione “ Comm ‘a m’ttemmu nomm? “, andata in scena durante il periodo natalizio a Calvi Risorta.  Un grande ed inaspettato successo ha premiato il duro lavoro e gli sforzi compiuti da persone non certo professioniste dello spettacolo, animate però da un tenace spirito di squadra che ha loro consentito di superare non pochi ostacoli, e permesso l’inserimento di chi era alla prima esperienza. E’ stato, dopo gli anni bui della pandemia, uno dei simboli dello stare e del creare insieme, della socialità che tanto ci era mancata. A testimoniarlo la notevole affluenza di pubblico, l’intesa tra i protagonisti della scena ed i tecnici responsabili dei suoni e delle luci, l’entusiasmo degli spettatori. La Commedia si svolge in tre atti. Siamo negli anni ’70 in un piccolo paese della provincia di Caserta, a Calvi Risorta.
L’ autore accende un faro sugli screzi tra due famiglie, i Mandara ed i Valle, le quali, seppur vicine di casa, sono lontanissime sul piano sociale, culturale ed economico. Il capofamiglia dei Mandara, Arturo, è uno stimato avvocato, quello dei Valle, Agostino, un umile ed onesto contadino ed allevatore di bestiame. Tra i due ci sono sempre stati scontri ed incomprensioni ma, come in fisica gli opposti si attraggono, così finiscono per attrarsi la figlia dell’avv. Mandara ed il figlio del Valle. Liliana e Gennarino finiscono quindi per innamorarsi e concepire un figlio. Il fatto viene svelato dai sintomi della gravidanza di Liliana, confermata dalla dottoressa intervenuta ad esaminare il caso. C’è a questo punto urgente bisogno di un incontro tra le due famiglie, che avviene nella casa dei Valle. L’avvocato pretende che il neonato si chiami come lui se maschio, Eleonora come la moglie se femmina. Ma Agostino Valle e sua moglie Angelina non sono d’accordo, e propongono i loro nomi. La disputa termina quando Agostino conclude che la scelta vada lasciata alla giovane coppia, ritenendo che più che il nome del bambino sia importante la loro felicità. L’avvocato però li minaccia affermando: “ fate come volete, farò il mio dovere di padre, ma non aspettatevi più di tanto ”.  La commedia si conclude con l’interrogativo: “ Comm ‘a m’ttemmu nomm? ”
(nota a cura di Lorenzo Maciariello)

Il gruppo teatrale AUTONOMIA VISUALE diretto da Tonino Allocca (rappresentazioni visualizzabili sul sito:  https://sites.google.com/site/autonomiavisuale/  ) è da decenni impegnato a mettere in scena narrazioni inedite, i cui protagonisti sono personaggi comuni e caratterizzanti che rievocano usi, costumi, linguaggi e tradizioni dei nostri genitori e dei nostri nonni, erigendosi a memoria storica del nostro passato.

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