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Marijuana legale in Italia? Tutto quello che devi sapere

Dopo il referendum non se ne è parlato più molto. Bisogna fare chiarezza su come utilizzarla e che uso è possibile fare.

La marijuana legale in Italia è solo per scopi medici e industriali. Dal 2016 è diventata legale la cannabis light. La vendita è consentita per cannabis che abbia THC (i principi attivi che generano effetti psicotropi) compresa tra lo 0,2% e lo 0,5%.

Ciò vuol dire che può essere venduta la parte che agisce sulle funzioni psichiche come “calmante”, questo è il cbd. Tale elemento ha una funzione rilassante ed è scientificamente provato che può essere utilizzato per curare stati d’ansia e anche dolori mestruali. Inoltre ha anche proprietà analgesiche e antiossidanti.

In Italia chi possiede cannabis light con un thc limitato non può essere punito, è reato penale invece possedere più di 500 mg di marijuana, cannabis e hashish illegale.

Cannabis per uso terapeutico: dove trovarla

Questa tipologia di cannabis contiene massimo 8% di THC e massimo il 12% di CBD, essa viene creata in uno stabilimento a Firenze. E’ possibile trovarla in farmacia e si può avere con prescrizione medica. Essa serve per dolore cronico, come stimolante dell’appetito per pazienti con disturbi alimentari, per persone affette da aids, per chi ha la sindrome di Tourette e per lenire i dolori provenienti da chemio e radioterapia.

La cannabis che contiene THC non si può coltivare perché è reato. Se si hanno semi di canapa o piante senza principio attivo è possibile tenerle.

Il referendum sulla cannabis: a che punto siamo?

Online in pochissimo tempo sono state raccolte più di 500.000 firme per presentarle poi in Cassazione.

L’8 settembre di quest’anno, la commissione di giustizia della Camera, ha approvato un testo, in base ad altre proposte. Il testo prevede la coltivazione di sole 4 piante di cannabis “femmine”, questo perché la maggioranza si è subito spaccata.

Ciò ha portato ad uno scontro tra partiti, dove il centrodestra tutto ha creato un muro definitivo.

Storia della canapa in Italia

Nel 1914 la canapa italiana era la più costosa al mondo. La causa del prezzo più alto è stata attribuita alla maggior cura nella lavorazione della pianta.In Italia c’erano 3 varietà, coltivate da nord a sud.

  • la Bologna o Grande Canapa. Era coltivata nelle province di Bologna, Ferrara e Rovigo.
  • la Canapa Piccola, o Piccola Canapa: veniva coltivata nella valle dell’Arno, in Toscana.
  • la Neapolitan, nella sua varietà di grandi dimensioni e piccole dimensioni, era coltivata nei dintorni di Napoli e persino sui lati del Vesuvio.

 

Negli anni ’40 si credeva che l’Italia fosse il secondo Paese produttore di cannabis legale, dopo l’Unione Sovietica.

Il declino cominciò durante il boom economico, dove negli anni 60’ in particolare ci fu il dilagare di droghe sintetiche e pesanti, come l’eroina. Questo portò a tantissime leggi contro il traffico degli stupefacenti, per sopperire all’enorme danno causato dall’eroina. Fino ad arrivare alla legge antidroga Cossiga 685/75, la quale era molto dura, portò alla scomparsa dei campi di canapa.

La situazione è restata un enorme tabù per tantissimi anni a causa anche delle leggi restrittive a riguardo. Solo dal 2016 si riconosce la legalità per la cannabis a scopo medico, dopo tantissime dimostrazioni scientifiche.

 

 

 

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