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foto di repertorio

LA POVERTA’ AVANZA – Aumenta tutto, il governo incapace mentre le famiglie muoiono

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Mandate le “armi” alle famiglie italiane, invece di alimentare l’orrenda guerra fra Russia e Ucraiana. Le “armi” da inviare alle famiglie italiane sono azioni concrete per bloccare la continua crescita dei prezzi che stanno mettendo in ginocchio milioni di italiani. Draghi e i suoi parlamentari vivono in un altro mondo. Mentre il capo del governo ubbidisce ciecamente agli ordini americani, mentre si spendono milioni di euro per l’Ucraina, le famiglie italiane muoiono.

Energia elettrica +73,5%
Olio di semi +70,2%
Gas +66,3%
Gasolio per riscaldamento +47,5%
Altri carburanti (gpl, metano, ricarica elettrica) +43,6%
Gasolio +25%
Traghetti +22,7%
Burro +22,6%
Farina +18,6%
Pasta +16,6%
Alberghi, motel, pensioni +14,1%
Benzina +13,9%
Pollo +13,8%
Uova +12,3%
Frutti di mare +11,5%
Gelati +11,2%
Verdura fresca +11%
Pane +9,6%

La benzina ed il gasolio tornano a vedere aumentare i propri prezzi a livelli di fine febbraio, quando l’inizio della guerra della Russia contro l’Ucraina ha fatto lievitare la spesa. Lo denuncia il Codacons, che segnala la stangata sugli italiani che hanno deciso di spostarsi in auto per il ponte del 2 giugno. Ma si tratta solo di una delle voci di spesa con cui si stanno confrontando gli italiani: i prezzi al dettaglio registrano a maggio hanno segnato nuovi pesantissimi record, con alcune voci che segnano incrementi annui tra il +70% e il +100%.
A maggio il record dei rincari spetta ai biglietti aerei internazionali, che su base annua “sono aumentati del +103,3%” analizza Assoutenti. “L’energia elettrica è salita del +73,5% mentre per l’olio di semi occorre spendere il 70,2% in più. Il gas aumenta del +66,3% rispetto a maggio del 2021, il gasolio per riscaldamento del +47,5% mentre Gpl e metano salgono del +43,6%. In particolare nel comparto alimentare, oltre all’olio di semi, si registrano pesanti aumenti per burro (+22,6%), farina (+18,6%), pasta (+16,6%), ma costano molto di più anche il pollo (+13,8%), le uova (+12,3%) i gelati (+11,2%). Un situazione “insostenibile” che porterà i consumatori in piazza il prossimo 10 giugno per la ”protesta delle pentole vuote”.
“La situazione dei prezzi in Italia è letteralmente fuori controllo, e per trovare una inflazione così elevata occorre tornare indietro di 36 anni – afferma il presidente Furio Truzzi – A causa dei rincari che si sono abbattuti sulle tasche degli italiani e con questo livello di inflazione, una famiglia di 4 persone si ritrova a spendere nel 2022 circa 2.753 euro in più su base annua. Solo per mangiare e come conseguenza dei fortissimi aumenti del comparto alimentare (+7,5% a maggio) un nucleo è costretto a spendere 562 euro in più all’anno”. Proprio per protestare contro il caro-prezzi e spingere il Governo ad attivarsi per tutelare consumi e potere d’acquisto, le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza il prossimo 10 giugno per la manifestazione unitaria “Protesta delle pentole vuote”, che si terrà alle ore 11:00 con raduni e presidi a Roma in P.zza SS. Apostoli a Roma e contemporaneamente in tutti i capoluoghi regionali davanti alle Prefetture. In tale data le Associazioni presenteranno una piattaforma di interventi per calmierare i prezzi e combattere la speculazione, chiedendo al Governo di includere i rappresentanti dei consumatori tra le Parti sociali per confrontarsi sul contrasto alla povertà energetica, sul sostegno alle famiglie e ai soggetti più fragili, sulla determinazione e sorveglianza dei prezzi, sui carichi fiscali.

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