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2 commenti

  1. Medico ASL Caserta

    Buongiorno,
    sono un operatore sanitario e voglio rispondere alla notizia comparsa sul vostro blog circa la denuncia formulata dai familiari della signora Mastrangelo Maria di Fontegraca, deceduta in seguito ad emorragia cerebrale a causa di presunta gestione malasanità degli operatori del 118 e dei medici dell’ ospedale di Piedimonte Matese.
    Dopo una breve indagine dei fatti che ho condotto personalmente, consultandomi con gli attori chiamati in causa nella denuncia, sono venuto a sapere quanto segue.
    Nel primo intervento del 118, la signora ha rifiutato il trasporto in ospedale apponendo firma leggibile in bella grafia, con numero di documento di ricoscimento, pertanto pare poco credibile che ciò sia avvenuto in stato confusionale e senza la contestazione dei i familiari che erano presenti.
    Nella gestione ospedaliera non è vero che la TAC è stata effettuata dopo ore, ma dopo circa un’ora, tempo necessario alla stabilizzazione della signora, che era in preda a crisi epilettiche e pertanto non poteva essere sottoposta immediatamente a questo esame. Altre tac di controllo sono state fatte nelle ore successive. E’ stata anche effettuata una consultazione neurochirurgica, portando in visione l’esame TAC,presso la neurochirurgia di Caserta nel più breve tempo possibile, ma sono necessarie comunque circa due-tre ore per colmare la distanza che c’è con il nosocomio casertano;altra consulenza neurochirurgica è stata effettuata nella giornata successiva. La paziente era inoperabile per la posizione anatomica del sanguinamento e non per l’espansione della massa emorragica, pertanto il decesso non è imputabile a presunti ritardi, generanti intempestiva diagnosi. Tutto quello che doveva fare “Piedimonte” è stato fatto e credo anche bene. Può darsi che la paziente era operabile? Ma questo bisogna contestarlo ai neurochirurghi di Caserta e mi sembra che ciò non sia presente nelle argomentazioni.
    Purtroppo capisco che certi decessi, soprattutto di persone giovani, non si riescono ad accettare ma non si può dare colpa ai medici, rischiando querela per diffamazione, utilizzando argomentazioni non veritiere. Chiaramente sarà la magistratura a fare chiarezza, ma questa redazione, se lo vorrà, potrà confutare le due verità, facendosi esibire la documentazione sanitaria che è stata rilasciata ai familiari.
    Ormai i medici vengono continuamente fatti bersaglio di denunce di tipo risarcitorio per atti di malasanità che risultano inconsistenti nel 95% dei casi. Questo però genera un clima lavorativo non sereno al quale i medici rispondono spesso con inutili esami che allarmano e rendono inquieti gli stessi assistiti. Questa è la cosiddetta “medicina difensiva” , alla quale si sta affiancando la ” medicina evitata”, quella che provocando la mancata adesioni dei medici ai concorsi nell’ area dell’ emergenza medica, al fine di evitare una professione faticosa e dai conflitti con i malati e i loro avvocati. Oggi, a causa di questa carenza di organico, si può incappare in un ritardo di prestazione, ma tra qualche anno, non molti, si potra incappare nei Pronto Soccorsi chiusi.
    Chi scrive è un medico e non può firmarsi poichè per farlo ufficialmente deve essere autorizzato dal proprio ente di appartenenza.

  2. Il “medico ASL” non so a che titolo ha chiesto notizie sulla morte di mia sorella. Si definisce “medico anonimo” che non può firmare. Mi domando: ma in che Paese viviamo? E’ possibile che un medico qualsiasi possa ottenere informazioni che a noi familiari non hanno dato al Pronto Soccorso di Piedimonte Matese illudendoci sulle condizioni di mia sorella? Devo immaginare che l’intervento del “medico anonimo” sia quasi di difesa d’ufficio rispetto a un caso che non ha direttamente vissuto come operatore sanitario. Il nostro esposto non è contro qualcuno. Vogliamo sapere se i protocolli sono stati rispettati durante i primi interventi del 118. Come si fa a dire che mia sorella ha firmato in “bella grafia” in presenza di familiari? E’ una offesa questa all’intelligenza di chi legge. Intanto voglio ringraziare il Ministro della Salute che ha avviato una sorta di indagine conoscitiva. Posso solo dire al “medico anonimo” che difende la sua categoria senza pudore, che tantissimi cittadini matesini in questi giorni ci hanno manifestato vicinanza ricordandoci tanti episodi dubbi successi in questi anni in fatto di Sanità pubblica nel nostro territorio. Come familiari speriamo solo che la giustizia faccia il suo corso.
    MARCO FUSCO

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