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Marcianise – Droga, “Spaccio 2.0”: emanate 18 condanne

Marcianise (di Francesco Ciardiello) – Nella mattinata di oggi è stata emessa la sentenza nel processo sullo Spaccio 2.0, benedetto dal clan Belforte e con ramificazioni nella Milano da Bere. Diciotto le condanne emesse per un totale di un secolo di carcere. La più elevata tocca Giovanni Buonanno, figlio dello storico boss dei Belforte Gennaro detto Gnucchino. Il pubblico ministero della Dda aveva chiesto in totale quasi tre secoli per coloro che hanno chiesto il processo breve (Giulio Angelino, Cristian Michele Barbieri, Gianpaolo Barbiero, Giovanni Buonanno, Antimo Bucci, Giacomo Colella, Lucia Cozzolino, Yudi Patricia Cubilla, Giuseppe Di Gaetano, Francesco Edattico, Carmine Farro, Francesco Ferrari, Caterina Iuliano, Pasquale Merola, Giovanni Moretta, Giovanni Porzio, Salvatore Raucci, Edoardo Rocchi, Anna Russo, Antonietta Russo, Antonio Russo, Emanuela Russo, Giuseppe Giacomo Salzillo, Raffaele Sellitto e Antimo Zarrillo).

Ecco la sentenza (tra parentesi le richieste in sede di requisitoria):

Gulio Angelino 2 anni e 8 mesi (8 anni)

Cristian Michele Barbieri 4 anni (14 anni)

Gianpaolo Barbiero 7 anni e 4 mesi (14 anni)

Giovanni Buonanno 15 anni

Antimo Bucci 4 anni e 8 mesi (16 anni)

Giacomo Colella 7 anni e 4 mesi (20 anni)

Yudi Patricia Cubilla 4 anni e 8 mesi (12 anni)

Giuseppe Di Gaetano 7 anni e 4 mesi (20 anni)

Francesco Edattico 8 anni ( 20 anni)

Carmine Farro 4 anni e 6 mesi (12 anni)

Caterina Iuliano 4 anni e 4 mesi (8 anni)

Pasquale Merola 7 anni e 4 mesi (12 anni)

Giovanni Moretta 8 anni e 8 mesi (20 anni)

Salvatore Raucci 5 anni (14 anni)

Edoardo Rocchi 6 anni e 8 mesi (16 anni)

Giuseppe Giacomo Salzillo 14 anni (20 anni)

Raffaele Sellitto  6 anni (16 anni)

Antimo Zarrillo 5 anni (15 anni)

I 25 a processo con l’abbreviato sono imputati, a vario titolo, per i reati di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, nonché di numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti aggravati dal metodo mafioso, facente capo al clan denominato “Belforte” o anche detto “Mazzacane”; oltreché, solo per alcuni soggetti, dei reati di estorsione, usura, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione di falso in atto pubblico, al fine di combinare un falso matrimonio tra un cittadino italiano ed una cittadina straniera previo compenso, con lo scopo di far ottenere il permesso di soggiorno e successivamente la cittadinanza italiana; infine, oltraggio alla giustizia, perché Buonanno Giovanni minacciava reiteratamente Buttone Claudio, collaboratore di giustizia, utilizzando nei confronti della persona offesa l’influenza criminale e la conseguente condizione di assoggettamento omertoso derivante dalla organizzazione camorristica denominata “clan Belforte”. Le diverse attività investigative hanno consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale, composto da soggetti dediti alle citate attività illecite, che ha concretizzato una florida attività di spaccio di sostanze stupefacenti, gestito dal clan camorristico ivi operante, ben noto come “clan Belforte o Mazzacane”. Le attività dell’associazione dedita all’attività di spaccio di sostanze stupefacente, prevalentemente di tipo “cocaina”, erano consumate principalmente in Marcianise, per poi estendersi nei comuni limitrofi, fino a far gravitare i propri interessi criminali anche in Milano, trafficando ingenti quantità di cocaina. Nel corso delle indagini, espletate mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché servizi di osservazione controllo e pedinamento e attività di riscontro, è stato possibile ricostruire l’organigramma del sodalizio, la sua struttura – evidenziando una precisa distribuzione di ruoli e compiti tra i partecipi – nonché di individuare diversi “acquirenti stabili” di stupefacente, riuscendo a identificare complessivamente 71 indagati, anche se solo per una parte di loro è stato richiesto il processo.

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