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Aprire la Partita IVA: come fare, costi e informazioni importanti

Ecco una utile guida pratica per coloro che intendono aprire una Partita IVA, esplorando dettagliatamente che cos’è, le procedure di apertura, i tempi e i costi coinvolti. Inoltre, approfondiamo i requisiti da soddisfare dopo l’apertura e le possibili soluzioni per limitare l’esposizione ai rischi aziendali, con particolare attenzione alle coperture assicurative più vantaggiose, tra cui spicca la responsabilità civile.

Che cos’è la Partita IVA

L’avvio e la gestione di un’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo, esercitata in modo abituale ma non necessariamente in modo esclusivo o continuativo, comportano una serie di obblighi a partire dall’apertura della Partita IVA. Quest’ultima, contraddistinta da un codice numerico di 11 cifre, ha lo scopo di identificare il soggetto fisico o giuridico coinvolto nell’attività. Le prime 7 cifre rappresentano il collegamento diretto della Partita IVA al soggetto, mentre le tre successive indicano il codice dell’Ufficio provinciale del fisco che l’ha emessa; l’ultima cifra ha una funzione di controllo, rendendo così la Partita IVA unica e distintiva.

L’apertura della Partita IVA non comporta di per sé alcun costo iniziale, ma richiede di rispettare una serie di osservanze che possono generare costi specifici, come la tenuta della contabilità e la gestione degli adempimenti fiscali. Per una corretta gestione della Partita IVA, è consigliabile affidarsi a un professionista competente come un commercialista; inoltre, per mitigare i rischi imprenditoriali, può essere estremamente utile sottoscrivere un’assicurazione che includa la responsabilità civile, di cui è possibile scoprire di più cliccando questa pagina. Questo tipo di copertura, pensata per freelance e titolari di Partita IVA, protegge il patrimonio dell’imprenditore e del lavoratore autonomo da richieste di risarcimento per danni eventualmente causati alla clientela.

Le modalità di apertura della Partita IVA

L’apertura della Partita IVA avviene attraverso la presentazione di una specifica richiesta, da consegnare all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’avvio della pratica prevede la compilazione in tutte le sue parti di un modulo, utilizzando il modello AA9/12 per le persone fisiche e il modello AA7/10 per le società. Una volta compilato, il modulo può essere presentato telematicamente attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate oppure, in caso si utilizzi la versione cartacea, è necessario recarsi direttamente negli uffici territoriali competenti.

Contestualmente all’apertura della Partita IVA è necessario dotarsi del codice ATECO, che identifica l’attività scelta, e valutare quale regime fiscale adottare considerando la soluzione forfettaria o quella ordinaria.

I costi

Il semplice atto di apertura della Partita IVA non genera un costo, gli aggravi sono successivi e dipendono dal tipo di attività che s’intende avviare e dai relativi adempimenti.

Un libero professionista, che sceglie di intraprendere un’attività libera, presenta gratuitamente i moduli all’Agenzia delle Entrate. Può avere dei costi nel caso in cui, per completare la fase d’apertura, intenda avvalersi dell’operato di un commercialista, figura professionale indispensabile per la gestione successiva degli adempimenti.

Se ad aprire la Partita IVA è un libero professionista, che svolge un’attività protetta, si rende necessaria anche l’iscrizione all’albo di appartenenza in base alla tipologia di professione svolta, sostenendo i relativi costi diversi da albo ad albo.

In caso di ditta individuale l’apertura della Partita IVA genera fra i costi quelli relativi all’iscrizione al Registro delle Imprese, e alla presentazione della Comunicazione Unica alla Camera di Commercio competente. In questo caso i costi considerano inevitabilmente i diritti di segreteria, il diritto camerale annuale, e il valore della marca da bollo.

La gestione della Partita IVA ha un costo anche in assenza di fatturato

Anche in mancanza di fatturato la Partita IVA è soggetta a taluni costi quali quelli riferiti al mantenimento dell’attività. I costi naturalmente variano in base all’attività e alla tipologia di regime fiscale scelto.

Gli adempimenti successivi all’apertura della Partita IVA

L’apertura della Partita IVA può rendere necessario sottostare ad alcuni adempimenti quali l’iscrizione al Registro delle Imprese, alla Cassa Previdenziale, all’INAIL, all’inserimento nel VIES, da calibrare secondo il tipo di attività.

L’iscrizione al Registro delle Imprese si rende obbligatoria per gli imprenditori titolari di un’azienda individuale quali artigiani o commercianti. Non corre lo stesso obbligo per i lavoratori autonomi come i professionisti, iscritti a un ordine o albo, e i consulenti.

In seguito all’apertura della Partita IVA i liberi professionisti registrati a un albo devono necessariamente iscriversi alla Cassa previdenziale di riferimento, mentre per i liberi professionisti che svolgono un’attività autonoma corre l’obbligo di registrarsi alla gestione separata INPS.

L’iscrizione INAIL è indispensabile nel caso in cui siano presenti dipendenti o lavoratori parasubordinati.

Chi esercita un’attività intra-UE dopo l’apertura della Partita IVA deve necessariamente richiedere l’inserimento nell’archivio VIES (Vat Information Exchange System).

I tempi di attesa per ottenere una Partita IVA

I tempi che impiegano le autorità fiscali per completare le procedure di avvio di una Partita IVA possono variare in base ai periodi dell’anno. Di norma, comunque, per ottenere una Partita IVA il libero professionista deve attendere in media 24 ore. Tempi più lunghi in caso a richiedere la Partita IVA sia una ditta individuale, per la quale si rende necessaria un’attesa in media di 20-30 giorni lavorativi.

La fattura, documento principale nella gestione della Partita IVA

Il documento principale nella gestione della Partita IVA è la fattura, da emettere per formalizzare un contratto di acquisto di un bene o di un servizio, e la relativa richiesta di pagamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

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