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“NON IN MIO NOME”: l’atroce guerra fra Israele e Hamas

(di Sandrino Luigi Marra) E’ in programma per Venerdì 14 Giugno dalle ore 19.30, l’incontro/seminario dal titolo “Non in mio nome” sul conflitto Hamas-Israele, a Montecchio Emilia, (Reggio Emilia), dove la nostra testata è patrocinante dell’evento insieme all’Università di Parma. L’evento è stato proposto al Centro di Cultura Islamica “AL Huda” di Montecchio Emilia e al Rettorato dell’Università da un nostro collaboratore, Sandrino Luigi Marra, già docente di Demoetnoantropologia e referente per l’area interculturale del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. L’idea di un seminario sugli eventi in Palestina, in collaborazione con un Centro di cultura Islamica e con la realizzazione negli spazi del centro stesso, è un segnale forte di collaborazione tra le istituzioni universitarie, comunali e comunitarie, in un discorso di intercultura ed inclusione sociale, in un momento molto delicato sia dal punto di vista geopolitico degli eventi che dal punto di vista della visione locale e nazionale verso i centri di cultura. L’obiettivo è affrontare gli eventi palestinesi nell’ottica della legge internazionale e delle attuali decisioni del Tribunale per i Crimini di guerra dell’Aja. La serata sarà affrontata partendo dalle decisioni della Corte dell’Aja, rispetto alle leggi internazionali del Diritto Umanitario e del Diritto di Guerra, che poggiando sulla bilancia della giustizia e della legge, analizza le rispettive responsabilità nel conflitto stesso. Non è un patteggiare per l’uno o per l’altro, ma una analisi rispetto alla bilancia della giustizia, la quale guarda alle violazioni in essere ed a quelle già accadute nell’ottica precisa che nei conflitti, dove tra i contendenti armati è d’obbligo la difesa della vita e della sicurezza dei civili. Non esistono giustificazioni alcune ed il Diritto umanitario assume le vesti di Lex Specialis rispetto al Diritto di Guerra che impone a priori tra i contendenti il rispetto dei civili, degli averi di questi e della salvaguardia della vita. Il seminario sotto tale veste può essere definito come una modalità super partes di affrontare un tema così delicato, ed in particolare realizzarlo in un contesto culturale molto vicino alla realtà culturale dell’area, dove senza dubbio il sentimento e le emozioni possono prevalere sul raziocinio, ma proprio a voler rimarcare l’essenza culturale che parte dalla istituzione accademica, la quale deve essere educativa, informativa, inclusiva e super partes, l’evento assume un aspetto nuovo. Va ringraziato il Centro di cultura “Al Huda” che ha accettato la proposta che si è messo in discussione, e che è tra i pochissimi in Italia ad ospitare un evento di così grande rilevanza e  risonanza internazionale ma anche così delicato dal punto di vista del coinvolgimento emotivo delle comunità stesse. Per il territorio di Terra di Lavoro e del Sannio Matesino il patrocinio significa, collaboratore a parte, una visione ed una volontà dell’informazione extraregionale che vede l’adattarsi ad un sistema informativo che non ha frontiere, oltretutto Paesenews non è nuovo a partecipazioni del genere ed in un recente passato ha avuto anche modo, nell’ottica di una informazione scevra da condizionamenti, di confrontarsi con Ambasciate di paesi extracomunitari su argomenti caratterizzati dalla salvaguardia della dignità umana e dell’autodeterminazione dei popoli. Avremo modo di raccontarvi tra qualche giorno come si è svolto e quali i risultati del seminario.

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