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Pietramelara – OTTOBRE DEL 1943: GLI ORRORI DELLA GUERRA IN PAESE

Pietramelara – A fine settembre del 1943 la guerra si avvicinava a Pietramelara: i Tedeschi il 23 rastrellarono circa 100 uomini inviandoli verso Molise e Abruzzo dove furono impiegati nella costruzione della linea difensiva Bernhard  o della Gustav che correva dall’Adriatico a Gaeta, nella consapevolezza che la linea difensiva tedesca Barbara, che rasentava Pietramelara, era destinata a durare poco.  A corto di viveri cominciavano le requisizioni di bestiame nelle campagne, in una masseria due tedeschi presero i buoi da lavoro ma i contadini  reagirono e li uccisero a fucilate. Scattò la rappresaglia, furono rastrellati alcuni uomini, circa 20. Pare che l’arciprete riuscì ad intercedere e a farli liberare, poiché si trattava di soldati austriaci cattolici e non nazisti. Ma il contadino Marcantonio Peluso, anni 44 fu fucilato.
Nell’ottobre gli Anglo-Americani bombardarono Pietramelara distruggendo sul Borgo Medievale un tratto di mura, la Torre dell’Orologio presso la Madonna della Libera, la Cappella Zarone, alcune case, la popolazione abbandonò il paese e si rifugiò nelle Grotte di Seiano, pure bombardate con uccisione di civili inermi, e nei boschi. Gli Americani si avvicinavano creando con i buldozer una pista da Liberi a Roccaromana, contrastati da un panzer tedesco che li cannoneggiava spostandosi di continuo creando l’impressione che vi fossero altri carri armati. Nel frattempo i genieri tedeschi minarono e fecero saltare case in via Croci, all’imbocco di Via Roma sulla piazza san Rocco, senza alcuna ragione bellica: il paese è in pianura e i blocchi aggirabili dai mezzi americani. Poi i pochi soldati della Xiv Panzer-Korps Panzer-Division Hermann Göring Kampfgruppe Haas e il carro armato abbandonarono il paese. Gli Americani temendo una trappola entrarono in Pietramelaro sola alcuni giorni dopo. I Tedeschi in fuga distrussero anche l’arco di Santa Maria antica e bella porta urbana così chiamata dalla vicina chiesa di Santa Maria oggi Sant’Agostino eretta nel XV° secolo, ornata dagli stemmi dei Colonna e di Carlo V. Ne resta solo, mutilata delle due teste l’aquila asburgica oggi murata nell’androne del municipio ed una fotografia. L’Arco di Santa Maria fu ricostruito nel suo sito ovvero all’ingresso di Via San Pasquale in Piazza Sant’Agostino in legno alcuni decenni addietro in occasione della Sagra al Borgo. Di recente si è ventilata la proposta di ricostruirlo nella Villa Comunale, o in altro spazio verde comunale come reazione e monito alle atrocità della guerra. (nota a cura di Domenico Caiazza – storico)

 

 

 

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