PRATELLA – Appalti pubblici: 150mila euro alla società del consigliere di maggioranza. E vissero tutti felici e contenti

PRATELLA (di Fra. Man.)  – Lavori al Parco delle Acque Minerali affidati a una società il cui procuratore con pieni poteri per gli appalti è un consigliere comunale di maggioranza dello stesso Comune che affida. È quanto emerge dalle carte ufficiali del Comune di Pratella e da un parere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione dalle quali emerge un non troppo velato conflitto di interessi. Tutto parte dalla determina numero 260 del 23 settembre 2026 dell’Area Amministrativa a firma di Alessio Montaquila. Con quell’atto il Comune affida, tramite trattativa diretta sulla piattaforma Asmecomm, i lavori di manutenzione e valorizzazione del Parco delle Acque Minerali Pratella-Teano, primo stralcio, per un importo finanziato dalla Regione Campania di 150 mila euro. Ad aggiudicarsi l’intervento è la Nej Donadio Srl, impresa con sede a Pratella. Fin qui una procedura ordinaria, se non fosse per ciò che si scopre nella visura camerale. Secondo il documento estratto dal Registro Imprese, amministratore unico della Nej Donadio è Giovanni Donadio. Ma la società dal 2015 ha un procuratore speciale, tutt’ora in carica, con il potere esplicito di “stipulare contratti di appalto con Comuni, Province e privati”. Quel procuratore è Tommaso Manera, 44 anni, di Pratella. Lo stesso Manera che siede sui banchi della maggioranza del Consiglio Comunale proprio di Pratella. Un doppio ruolo che fa scattare il campanello d’allarme. Nella determina il Responsabile del Procedimento dichiara l’insussistenza di conflitti di interesse. Ma l’ANAC, interpellata su un caso identico, la pensa diversamente. Nel parere numero 3587/2025, l’Autorità Nazionale Anticorruzione scrive nero su bianco che una situazione del genere “potrebbe configurare una potenziale ipotesi di conflitto di interessi” quando il consigliere è parte dell’operatore economico e la procedura è indetta dal medesimo ente in cui esercita la funzione istituzionale. E aggiunge: la presentazione stessa dell’offerta “rafforza l’elemento di coinvolgimento personale”. La prescrizione dell’ANAC è chiara: in questi casi il consigliere dovrebbe dichiarare formalmente la propria astensione da ogni fase della procedura, e se il conflitto è ritenuto insanabile e tale da compromettere la parità tra i concorrenti, l’Ente “potrà anche valutare l’esclusione dell’offerta presentata dal soggetto in conflitto”, in nome dei principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Un richiamo che chiama in causa direttamente l’articolo 78 del Testo Unico degli Enti Locali e il nuovo Codice degli Appalti. Ora la palla passa all’amministrazione comunale, che dovrà chiarire come abbia verificato l’assenza di conflitto e se il consigliere-procuratore abbia formalmente comunicato la sua posizione.

 

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