APPALTI POLITICA E CAMORRA: 34 INDAGATI VERSO IL PROCESSO. CI SONO ANCHE GUIDA E BOSCO

Il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza preliminare nella quale si deciderà il probabilissimo rinvio a giudizio (quindi il processo) per 34 indagati. Fra loro nomi di spicco come lex direttore generale dell’Asl di Caserta, Amedeo Blasotti, l’ex consigliere regionale Giovanni Boschi, e l’ex sindaco di Arienzo Giuseppe Guida. Tutti saranno in aula il prossimo mese di gennaio 2027, data in cui partirà la discussion della preliminare che, probabilmente, non si concluderà in quella data.
Saranno davanti al giudice: Ferraro Nicola; Romano Domenico; Ilario Aniello; Ciampi Angelo; Buonanno Francesco Pio; Damiano Virgilio Emanuele Pio; Ilario Giuseppe; Fuccio Vittorio; Guida Giuseppe; Raimo Domenico; Agizza Vincenzo; Grimaldi Luigi; Moraca Antonio; Rubino Giuseppe; Foresta Felice; Montanino Antonio; Rea Luigi; Rea Giuseppe; Verolla Paolo (’89); Verolla Paolo (’81); Mottola Nicola; Ferraiuolo Pietropaolo; Lanzuolo Anna; Ciummo Carlo; Ciummo Vittorio;  Onofrio Paolo; Garofalo Antonio; Marchese Mauro; Iemmino Eugenia; Cirillo Massimo; Bosco Luigi; Fiocco Roberto; Blasotti Amedeo; D’addio Carmine.
Nicola Ferraro è accusato di avere partecipato, nella consapevolezza della rilevanza causale del proprio apporto, ad una associazione di tipo camorristico denominata clan dei Casalesi, promossa, diretta ed organizzata dapprima da Francesco Schiavone e operando prioritariamente sull’intera area della provincia di Caserta, ma anche altrove, si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, per il controllo delle attività economiche, anche attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali; il rilascio di concessioni e di autorizzazioni amministrative; l’acquisizione di appalti e servizi pubblici.
Bosco  Luigi è accusato, insieme ad altri,  perché – non essendo partecipi del clan dei casalesi – ponevano in essere un contributo serio, concreto e consapevole al suddetto clan, il cui referente era rappresentato da Nicola FERRARO, dal quale derivava il rafforzamento della cosca. In particolare BOSCO Luigi, in qualità di esponente politico, già consigliere della Regione Campania, il quale intercedeva presso i Dirigenti apicali della ASL di Benevento e della ASL  di  Caserta per  consentire l’affidamento  di lavori a ditte riconducibili  al Ferraro,  ottenendo –    in  cambio  di tale  contributo – la promessa della erogazione del 2% dell’importo affidato e l’assunzione, per motivi clientelari, di alcune persone presso la DUSSMANN spa e presso altre ditte del sistema Ferrara, fra cui  quelle di REA  Giuseppe.
Nicola Ferraro prometteva a Guida Giuseppe, che accettava, il suo pieno appoggio elettorale (realizzato attraverso un numero consistente di voti, in occasione della elezione a Consigliere della Provincia di Caserta, conclusasi con ben 4.000 preferenze a lui accordate) come prezzo per revocare l’appalto relativo all’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in Arienzo (indetto nel 2019 per i successivi tre anni,  aggiudicato alla ditta  ECONOVA srl e poi effettivamente revocato sulla base di una serie di pretestuosi inadempimenti contrattuali della ditta aggiudicataria), allo scopo di consentire alla seconda classificata (la CZETA srl), consapevole del legame corruttivo intercorrente fra FERRARO e GUIDA di divenire aggiudicataria dell’incanto.

Guarda anche

Nascondeva un fucile a canne mozze: arrestato “appassionato”

La Polizia di Stato di Caserta ha arrestato un uomo di 43 anni, residente a …