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Traffico illecito di rifiuti: ex vice sindaco e altre 7 persone incastrate dalla Procura

La Procura della Repubblica di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale e reale a carico di 8 soggetti, tra imprenditori e dipendenti, ritenuti responsabili a vario titolo del reato di associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies c.p.), nonché di inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p.).  Coinvolti nella vicenda l’ex vicesindaco di Castel Volturno Giulio Natale ed altre 7 persone coinvolti nell’operazione dei carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli e del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta, coordinati dalla Procura di Napoli.    Nell’occasione, su terreni del comune di Cancello e Amone venne rinvenuto materiale di colore scuro e maleodorante, poi risultato essere fango non recuperato derivante dal trattamento dei reflui industriali delle industrie conserviere, come accertato anche da tecnici dell’ARPAC Campania. Il provvedimento cautelare ha quindi disposto, pertanto, l’applicazione del divieto temporaneo di esercizio, nello specifico settore dei rifiuti, di attività d’impresa nei confronti dell’ ex vicesindaco Giulio Natale e del padre Giovanni , del divieto di dimora nella provincia di Caserta per gli altri sei , tra cui il cugino del politico castellano Ernesto Natale, due dipendenti dell’impianto incriminato e 3 proprietari dei fondi terrieri dove venivano smaltiti illecitamente i fanghi, nonché il sequestro preventivo della somma di 1.530.000,00 euro, della società Nef Srl, con i relativi beni immobili e mobili, i mezzi impiegati per il trasporto del materiale e i terreni agricoli oggetto di sversamento, già oggetto di misura ablativa emessa d’urgenza dal Pubblico Ministero.
Il provvedimento , emesso dal GIP del Tribunale di Napoli a parziale accoglimento della richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia fa riferimento a una serie di condotte illecite riscontrate nel corso di una complessa attività investigativa, congiunta avviata dai Carabinieri dei Nuclei Operativi Ecologici (NOE) di Napoli e Caserta e della Compagnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (CE), che ha avuto inizio nel settembre del 2024 e si è protratta per un anno. L’indagine, condotta con l’ausilio di attività tecniche, quali intercettazioni di conversazioni , video riprese e pedinamenti,  che ha consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale dedito al compimento di reiterate azioni finalizzate a porre in essere illecite attività di smaltimento rifiuti, trae origine dagli esiti di un controllo effettuato dai militari del NOE di Caserta e dalla Stazione CC di Grazzanise. Nell’occasione, su terreni del comune di Cancello e Amone (CE) venne rinvenuto materiale di colore scuro e maleodorante, poi risultato essere fango non recuperato de1ivante dal trattamento dei reflui industriali  delle  industrie  conserviere,  come  accertato  anche  da  tecnici dell ‘ARPAC Campania.
Le indagini hanno permesso di accertare che dall’impianto gestito da una società che si occupa del recupero di rifiuti speciali non pericolosi con sede a Castel Volturno (in provincia di Caserta), nel cuore della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, uscivano ingenti quantitativi di fanghi. Tali scarti, prodotti dal trattamento dei reflui industriali di diverse aziende conserviere del Salemitano, non venivano in realtà mai sottoposti ad alcun processo di recupero. Nonostante ciò, solo dal punto di vista documentale risultavano aver perso la qualifica di rifiuto (End of Waste) ed essere stati trasformati in terreno riciclato, di fatto questi fanghi venivano poi sversati illegalmente su vari terreni dell’agro aversano, i quali venivano subito dopo arati e seminati.

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