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Mondragone – Non ha abbastanza soldi per stare in Svizzera: 71enne gravemente malato sarà espulso

Mondragone – Il suo nome è Renato Rallo, mondragonese doc, ora 71enne, è suo malgrado lo sfortunato protagonista di questa triste storia. A Mondragone, l’uomo ha gestito un’attività in proprio – un’officina – dal 1979 fino al 2004. Dopo decenni di intenso lavoro, il volume delle commesse è progressivamente calato a causa dell’evoluzione tecnologica dei veicoli. In parallelo alle difficoltà professionali, si è aggiunta la fine del suo matrimonio. La svolta sembrava essere arrivata nel 2008 quando, proprio a Mondragone, Renato incontra una persona legata a un locale di Giornico, nella Svizzera italiana; dopo un si trasferisce in Svizzera dove apre un’attività che però non va bene; più tardi trova impiego all’interno di un ristorante.
Dopo tre anni di lavoro stabile, nel 2015 iniziano le problematiche fisiche. La prima frattura al femore avviene in modo del tutto banale, a causa di una caduta accidentale mentre camminava per strada. Da quel momento inizia una vera e propria via crucis medica.  In base alla legislazione elvetica, dopo cinque anni di residenza continuativa in Svizzera (ovvero nel 2014), Renato Rallo avrebbe potuto presentare la richiesta per l’ottenimento del permesso C (il permesso di domicilio permanente).
Una posizione che, dal punto di vista teorico, oggi gli garantirebbe una tutela giuridica maggiore di fronte ai provvedimenti di allontanamento. Il 71enne italiano vive con un’entrata mensile bassa, per contro le uscite mensili sono diverse. È proprio questo l’elemento centrale che ha condotto alla revoca del permesso di soggiorno B: secondo le autorità elvetiche, le sue entrate finanziarie non sono ritenute idonee e sufficienti a giustificare la permanenza sul suolo svizzero. Qualche anno fa ha ereditato 30.000 franchi da uno zio deceduto in Francia, importo che si è ridotto agli attuali 18.000 franchi a causa delle rilevanti spese ospedaliere che ha dovuto sostenere. Renato dovrebbe lasciare la Svizzera il prossimo 21 ottobre, ma c’è ancora una speranza: ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo alla quale il 71enne si è rivolto. Le condizioni di salute di Renato non sono buone, è costretto a deambulare con l’ausilio delle stampelle dopo essersi rotto più volte i femori. Tuttavia, i problemi ortopedici rappresentano soltanto una frazione delle patologie da cui è affetto. Il problema più grave è un carcinoma.

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