SANT’ANGELO D’ALIFE (di Fra. Man.) – Non è solo un cantiere a rilento. Su Via Trivio si apre un vero e proprio caso amministrativo. I lavori di rifacimento di una delle arterie principali del paese vanno avanti a singhiozzo, tra polvere, disagi e residenti esasperati. Ma a far discutere non è solo la lentezza. Dalle carte del progetto posto a base di gara – quello visibile su MePA e allegato alla tavola D.2 – il rivestimento previsto per il tratto C-C’ di Via Trivio è in conglomerato bituminoso, cioè asfalto. In cantiere, invece, si stanno posando pietre. Un cambio di materiale sostanziale, non una finitura di dettaglio. E, da quanto risulta dagli atti pubblici, realizzato senza alcuna variante in corso d’opera approvata. Almeno noi questo atto consultando l’Albo pretorio del Comune non lo abbiamo mai visto. Se invece esiste l’Amministrazione lo può rendere pubblico? In caso contrario, vorrebbe dire che si sta eseguendo un’opera diversa da quella appaltata, senza l’atto tecnico-amministrativo che l’art. 120 del Codice Appalti impone per ogni modifica sostanziale. Se così fosse, chi ha dato l’ordine di posare la pietra al posto dell’asfalto? Su quali basi tecniche ed economiche? Con quale autorizzazione del Direttore dei Lavori e del RUP? E i pareri necessari? Sono stati acquisiti? Tra lavori lumaca, difformità e assenza di variante, Via Trivio rischierebbe di diventare il simbolo di un appalto da chiarire fino in fondo, carte alla mano.
PaeseNews quotidiano di Terra di Lavoro online Le notizie di Caserta e provincia