Arienzo – Comune, Vigliotti: “Non torniamo al sistema che ci ha portato fin qui, scegliamo la dignità”

ARIENZO (di Fra. Man.) – “C’è un momento, nella vita di una comunità, in cui bisogna guardarsi negli occhi e dirsi la verità, anche quando fa male”. Inizia così la lunga riflessione che Mattia Vigliotti rilascia alla nostra testata su Arienzo, una comunità che sta attraversando una delle pagine più buie della sua storia recente.
Al centro dell’analisi c’è l’arrivo della Commissione Straordinaria, che per Vigliotti non è un fulmine a ciel sereno, ma l’effetto inevitabile di scelte passate, di una gestione politica e contabile che ha spinto il nostro Comune al predissesto finanziario e allo scioglimento.
Un passato che oggi presenta il conto. “Il prezzo lo pagano i cittadini. Lo pagano nel quotidiano, nelle strade trascurate, nel verde pubblico abbandonato, in un parco giochi diventato insicuro, nei tombini e nelle vasche intasate, nelle pratiche edilizie e burocratiche bloccate. Viviamo un paese sospeso, dove persino la richiesta di un semplice servizio sembra uno scoglio insormontabile”. Disagio oggettivo, dunque, che genera rabbia e disorientamento. Ma per Vigliotti sarebbe un errore cadere nella trappola della memoria corta. Perché, accanto alle difficoltà, c’è un lavoro silenzioso ma indispensabile che si sta svolgendo: il ripristino delle regole. Per anni, sostiene, si è vissuto sopra le proprie possibilità, accumulando debiti che oggi minacciano il futuro dei nostri figli. In questo senso legge le mosse della Commissione: stop alle spese incontrollate, riduzione del costo della TARI di 70.000 euro, intervento sulla riscossione coattiva e sulla Rottamazione Quinquies. Scelte che stanno riaffermando un principio semplice e fondamentale, ovvero che in una comunità sana, le regole e le tasse le rispettano tutti, per pagare meno e avere servizi migliori. Il rischio più grande? Cedere alla nostalgia dell’illusione. Cercare scorciatoie. Preferire la risposta immediata, magari concessa come un favore personale, alla costruzione di un diritto garantito a tutti. E cita Flaiano: “”i nomi collettivi servono a fare confusione: popolo, pubblico, un bel giorno ti accorgi che siamo noi. Invece credevi che fossero gli altri”. La chiusura è un appello duplice. Da un lato alla Commissione, a cui chiediamo con forza di non trascurare l’ordinario, di dare risposte concrete ai bisogni quotidiani della gente. Dall’altro alla comunità stessa: chiediamo a noi stessi la maturità di non voltarci dall’altra parte. “Non scegliamo la via breve che ci riporta al punto di partenza. Scegliamo la strada della dignità, della legalità e del rispetto per il bene comune. È l’unico modo per restituire ad Arienzo il futuro che merita”.

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