RAVISCANINA – Via franata: incompetenza, parole al vento e mistificazione dei fatti. Ecco i documenti verità

RAVISCANINA (di Fra. Man.)  – Da semplice buca a cratere di oltre un metro che ha inghiottito l’asfalto. Via Piè la Terra è chiusa con ordinanza sindacale numero 19 del 29 agosto, dal civico 38 all’incrocio con Via Fontana, e da allora non si è mosso nulla. Anzi, con le prime piogge la situazione è precipitata.
La testimonianza che abbiamo pubblicato parla da sola: asfalto spaccato, tubazioni a vista, detriti ovunque. A denunciare da mesi il pericolo era stato il gruppo di minoranza. Ed è qui che scoppia la prima contraddizione da parte dell’amministrazione comunale. Lo spieghiamo citando come sempre gli atti. A beneficio di chi vuole capire e anche vuol far finta di non capire.
A luglio “era tutto ok, un problema fisiologico”
Il 12 giugno 2026 la minoranza presenta l’interpellanza (protocollo numero 2921) sullo stato di Via Piè la Terra. Risponde il sindaco Enzo Rao il 22 luglio 2026, tra l’altro ben oltre i 30 giorni previsti dal regolamento, con una relazione dell’Ufficio Tecnico. Il Comune scrive che le buche e il materiale breccioso disperso “non sono riconducibili a un difetto di manutenzione” ma a un pregresso intervento sul sottosuolo per la rete fognaria. Lo scavo era stato richiuso solo con stabilizzato e lasciato senza asfalto definitivo per un “fisiologico assestamento”. Quella fase, definita “tecnicamente provvisoria e non patologica”, comportava un “fisiologico dilavamento” con “temporanea riduzione dell’aderenza”.
La conclusione è perentoria: l’intervento urgente era “di fatto già eseguito” con tappeto bituminoso e la strada “risulta ripristinata”. Un modo per dire che era tutto ok e per risparmiare “risorse e tempi per l’Amministrazione”. Oggi quella strada “ripristinata” è una voragine chiusa da due mesi.
Poi la seconda versione: “Aspettiamo bonifica totale della condotta della rete fognaria”
Messi alle strette dalla voragine, dall’amministrazione ora filtra una nuova giustificazione: non si interviene perché su quella strada deve passare la nuova rete fognaria.
Peccato che questa scusa li inchiodi. Soprattutto se si tiene conto che questa maggioranza al netto di ogni smentita nei fatti è la prosecuzione della precedente. Spunta infatti la Determinazione del Responsabile dell’Area Tecnica numero 159 del 22-12-2025, ai tempi della maggioranza Castrillo per intenderci. Amministrazione di cui quella attuale, come dicevamo, non è altro che la continuazione. Con quell’atto si approvava la perizia di variante del 10.12.2025  per i lavori da 3.255.000 euro “Risanamento ambientale mediante adeguamento e completamento della rete fognaria” finanziati con fondi FSC 2014-2020.
Nella variante si legge che per rendere “maggiormente funzionale l’intervento” si è deciso di realizzare nuove condotte fognarie di allacciamento al collettore principale “a servizio di utenze sprovviste del servizio”. Tradotto: un intervento magari necessario ma in quel momento sicuramente ad personam. Una scelta politica in sostanza che stabiliva quale fosse la priorità in quel momento. Che non era certo Pie’ la Terra.
A firmare la determina poi è l’architetto Vincenzo Maiello, lo stesso Responsabile dell’Area Tecnica che l’amministrazione Rao guarda caso ha confermato. Quando si dice continuazione.
Il cerchio si chiude 
dicono di non aver ancora riparato  Via Piè la Terra perché sostanzialmente bisognerà poi intervenire per la completa risoluzione della problematica bonificando la rete fognaria, ma con una variante ad personam la precedente amministrazione l’aveva portata prima altrove.
L’arte dellamistificazione: Rao attacca Di Mundo ‘cancellando’ Castrillo
Per evidenziare l’ultima contraddizione non servono documenti da citare. Basta leggere le dichiarazioni della maggioranza in merito alla vicenda.  Pur di tirare in ballo responsabilità pregresse dell’ex videsindaco Giovanni Di Mundo, la maggioranza Rao difatto prova a prendere le distanze da Castrillo. E lo fa dopo averne ereditato il patrimonio elettorale. L’arte della mistificazione può toccare vette inesplorate, per carità, ma far pesare l’eredità amministrativa solo sulle spalle di Di Mundo è davvero troppo. Quasi una offesa all’intelligenza. Dí ogni elettore dotato di spirito critico chiaramente.

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