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CELLOLE – Professore ucciso e bruciato: domani il riesame per Gentile. Tutti punti deboli dell’accusa 

CELLOLE – Si svolgerà domani, 16 novembre 2023, l’udienza per il riesame della misura cautelare imposta ad Angelo Gentile, accusato di aver ucciso e distrutto il cadavere di Pietro Caprio. I giudici partenopei analizzeranno il ricorso presentato dall’avvocato Gabriele Gallo, difensore dell’anziano agricoltore di Cellole, accusato dell’orribile delitto. Il legale proverà a smontare punto per punto le accuse mosse contro il proprio assistito derivanti dalle indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca. L’avvocato potrebbe far leva su alcuni punti deboli, secondo la visione della difesa, dell’indagine.
9 minuti:
In primo luogo il breve tempo a disposizione dell’anziano per uccidere e bruciare l’auto. La vettura guidata da Gentile entra nella traversa alle 14e21 ed esce alle 14e38. Considerata la distanza dalla provinciale servono almeno 8 minuti per andare e tornare. Restano, quindi, appena 9 minuti che appaiono pochi, troppo pochi, soprattutto in considerazione che l’indagato ha 82 anni e gravato da diverse patologia che ne rallentano gli spostamenti.
L’assenza di fumo:
Il delitto sarebbe avvenuto fra le ore 14e21 e le ore 14e38 di venerdì 3 novembre 2023. Secondo l’accusa Angelo avrebbe prima ucciso e poi dato fuoco alla macchina. E qui c’è il primo dubbio: perché nessuno ha visto il fumo? Come mai nessun ambientalista della zona ha segnalato la colonna di fumo che l’incendio di quell’auto ha dovuto per forza sprigionare? Abbiamo provato a contattare alcune associazione ambientaliste che operano a Cellole – gruppi di volontari che sono sempre molto vigili e tempestivi quando si tratta di tutelare l’ambiente e combattere l’inquinamento – e tutti hanno confermato: nessuna colonna di fumo è stata vista nella giornata di venerdì. Questo potrebbe indicare che l’incendio dell’auto è avvenuto durante la notte. E questo solleva ulteriori dubbi: Pietro è stato ucciso prima e poi, diverse ore dopo, bruciato nell’auto? Oppure il delitto e l’incendio sono avvenuti durante la notte?
Tanti altri ingressi:
Il luogo dove è stato ritrovato il cadavere di Pietro Caprio e l’auto bruciata si può raggiungere anche imboccando altre strade che non sono controllate da sistemi di video sorveglianza. Quindi appare legittimo pensare che ad aspettare la vittima poteva esserci chiunque altra persona arrivata in quel punto senza passare per la provinciale videosorvegliata.
La memoria “ballerina”:
Il peggior “nemico” dell’indagato, al momento, appare proprio se stesso con i racconti e le versioni che ha fornito agli investigatori. Racconti spesso poco credibili, confusi e a tratti fantasiosi. Potrebbero essere frutto di una memoria resa poco efficiente dall’età (82 anni) oppure Gentile vuole proteggere qualcuno e quindi non dice tutta la verità sulla vicenda?
Il sedile reclinato:
Come mai il sedile di guida dove è sono stati trovati i resti della vittima era reclinato? Potrebbe essere spiegato dalla presenza di una donna in compagnia di Caprio, così come affermato da Gentile durante l’interrogatorio di garanzia?
Il colpo di fucile al fianco destro:

Per essere colpito al fianco destro bisogna dare per  certo che la vittima è rimasta immobile nell’auto mentre l’aggressore è sceso dalla sua vettura, ha preso il fucile, ha raggiunto il veicolo di Caprio, ha aperto lo sportello e fatto fuoco uccidendo il 58enne. Perché Caprio non è uscito dall’auto e tentato la fuga? Perchè non è partito con il suo fuoristrada per fuggire dall’assassino? Secondo la difesa non vi è alcuna certezza su questo aspetto e bisognerà attendere l’esame medico legale. Inoltre i resti ritrovati sono talmente pochi che appare impossibile dare certezza a questa ipotesi.
Il compito dei giudici del riesame, domani, sarà si analizzare tutto questo, insieme alle prove raccolte dai carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca che indagano sul caso, dai giudici del Tribunale del Riesame di Napoli a cui l’avvocato Gallo ha presentato ricorso per cancellare le accuse a carico del suo assistito e per ottenerne la liberazione (al momento Angelo Gentile è agli arresti domiciliari). (guarda il video con l’intervista)

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