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SENZA VERGOGNA – Autonomia differenziata: Zinzi, Cerreto e Rubano votano “sì”. Come se i topi costruissero tagliole per loro stessi

Non possono esserci aggettivi per qualificare i parlamentati del Sud che hanno votato la riforma voluta dalla Lega di Salvini. Non ci sono aggettivi per qualificare quei politici del Sud che votando l’Autonomia Differenziata somigliano a topi capaci di costruirsi una trappola da soli. Un topo che costruisce una trappola per se stesso non si è mai visto. Si sono visti, purtroppo, politici del Sud che in parlamento tutto fanno tranne che difendere gli interessi del Sud. Zinzi e Cerreto hanno votato favorevolmente al disegno di legge insieme ad altri 41 onorevoli eletti nelle regioni del Sud. Con loro ha votato “sì” anche il Sannita Rubano. E festeggiano pure il “successo” raggiunto. L’altro deputato di maggioranza casertano, Gimmi Cangiano, era assente in quanto “espulso” dopo la rissa di qualche giorno fa in Aula. Quando si dice la fortuna!
Un provvedimento contestato non solo dai partiti di opposizione del Governo ma anche da una parte di Forza Italia in quanto, per molti, aumenterà il divario tra Nord e Sud d’Italia. Ecco i “topi” del Sud che hanno votato contro il Meridione in Parlamento:
11 dalla Puglia
da Fdi Saverio Congedo, Dario Iaia, Giandonato La Salandra, Giovanni Maiorano, Mariangela Matera;  da Fi Andrea Caroppo, Mauro D’Attis, Vito De Palma;  dalla Lega Davide Bellomo, Salvatore Di Mattina, Rossano Sasso;
11 della Campania
da Fdi Marco Cerreto, Gianfranco Rotondi, Michele Schiano Di Visconti, Marta Schifone, Carmen Giorgianni, Imma Vietri; da Fi Tullio Ferrante e Francesco Rubano; dalla Lega Attilio Pierro e Gianpiero Zinzi; da Noi Moderati Pino Bicchielli;
10 dalla Sicilia
da Fdi Giovanni Cannata, Gianluca Caramanna, Francesco Ciancitto, Antonio Giordano, Eliana Longi, Manlio Messina, Maria Carolina Varchi; da Fi Giuseppe Castiglione; dalla Lega Anastasio Carrà; da Noi Moderati Calogero Pisano;
3 della Sardegna
di Fdi (Salvatore Deidda, Francesco Mura, Barbara Polo);
4 Abruzzo
da Fdi Fabio Roscani, Rachele Silvestri e Guarino Testa e da Fi Nazario Pagano; 2 calabresi: il deputato Fdi Alfredo Antoniozzi e la deputata leghista Simona Loizzo;
1 Molise Fdi Elisabetta Lancellotta
1 Basilicata Fdi Aldo Mattia.
L’autonomia differenziata rischia di spaccare l’Italia, di aumentare il divario fra Nord e Sud, di spaccare il sistema sanitario e quello scolastico. L’autonomia differenziata  può consentire alle Regioni del Nord di trattenere il residuo fiscale, cioè di trattenere nelle regioni d’appartenenza i tributi nazionali. Il totale di Iva, Irpef, Irap che matura in quelle regioni può essere trattenuto fino al 90% in quelle regioni. Dopodiché non si capisce da dove si prendono i fondi per la perequazione, cioè per recuperare il divario tra Nord e Sud. Se trasferiamo poteri ulteriori nel campo della sanità, mentre oggi abbiamo un unico contratto nazionale per il personale sanitario, con l’autonomia differenziata una Regione ricca può aggiungere al contratto nazionale anche un contratto integrativo regionale, cioè, in concreto, può pagare i medici il triplo di quanto non possa fare una Regione meridionale. Sarebbe un disastro per la sanità pubblica e avremmo ovviamente un fiume di emigrazione, anche di giovani medici, dal Sud al Nord. Questo discorso vale anche per la scuola. Insomma, una situazione di grande pericolosità sociale.

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