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Riardo / Pietramelara / Teano – Omicidio Compagnone, i periti balistici insistono: fucile in posizione di mira

Riardo / Pietramelara / Teano – Vicol Ciprian aveva il fucile in posizione di mira, lo puntava, quindi, verso la vittima. Sarebbe questa la conclusione contenuta nella seconda perizia effettuata dai periti nominati dalla Procura della Repubblica nell’ambito delle indagini scaturite dall’omicidio di Francesca Compagnon. Una conclusione alla quale i periti erano giunti già nel primo lavoro effettuato subito dopo la tragedia.  La perizia balistica depositata presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere contrasterebbe con la versione fornita dall’indagato. Il 23enne, infatti, avrebbe più volte affermato che stava maneggiando il fucile e lo teneva sulle gambe quando è partito il colpo. Secondo i periti balistici, invece, l’arma era tenuta in posizione di mira. Inoltre i tecnici nominati dalla Pubblica Accusa avrebbe evidenziato che con quel tipo di arma è impossibile non renderti conto che stai portando il colpo in canna, pronto a sparare. Tesi confutate dai tecnici nominati dai periti incaricati dalla difesa dell’indagato che insistono sul tragico incidente e sul fatto che il ragazzo non si sarebbe reso conto che l’arma era carica. Tutto in perfetta linea con quanto dichiarato dal 23enne Moldavo, difeso dagli avvocati Gaetano La Milza e Carla Di Stasio. Proprie le perizie balistiche potrebbero recitare un ruolo determinante nella decisione che fra qualche giorno dovranno rendere nota i giudici del riesame di Napoli davanti ai quali si è discussa, lo scorso 12 gennaio, la richiesta da parte della  Procura della Reppublica di arrestare Vicol Ciprian.
Ricorso contro la decisione assunta dal Giudice per Le indagini Preliminari che  decise di liberare totalmente l’indagato. Secondo i pubblici ministeri Fiore e Camerlingo,  Vicol Cipriano, il 23enne responsabile della morte di Francesca Compagnone, deve essere portato in carcere. E’ la ferma posizione dei due Procuratori della Repubblica che indagano sulla tragica morte della 28enne riardese. Secondo quanto raccontato dall’indagato la morte di Francesca sarebbe avvenuta per un gioco finito in tragedia, lui non aveva alcuna intenzione di ferire la donna. Secondo la Procura, invece, si tratta di omicidio volontario aggravato da futili motivi e legame affettivo. Questo è il capo di accusa su cui le indagini condotte dal colonnello Minutoli della Compagnia di Capua si snodano. I familiari della vittima si sono affidati agli avvocati Vincenzo Cortellessa e Leopoldo Zanni

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