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Reggio Calabria / Sessa Aurunca – Appalti e Mafia, assolto l’imprenditore Corbo: il fatto non sussiste

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Reggio Calabria / Sessa Aurunca – I giudici del tribunale di Catanzaro hanno emesso la sentenza di primo grado nell’ambito del processo nato da una inchiesta su presunti appalti pubblici inquinati dalla malavita organizzata. Roberto Corbo, noto imprenditore di Sessa Aurunca, è stato assolto con la formula piena perché – scrive il giudice per l’udienza preliminare – il fatto non sussiste. La pubblica accusa aveva chiesto, invece, una condanna a otto anni di carcere. Il giudice però ha accolto la tesi del difensore dell’imputato – l’avvocato Ciro Balbo, da Teano – assolvendo l’imputato.

Il fatto:
L’imprenditore di Sessa Aurunca era stata arrestato oltre un anno fa con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, nella maxi-operazione della Dda di Reggio Calabria e dei Ros dei Carabinieri che portò all’emissione di 169 provvedimenti restrittivi della libertà personale per altrettanti esponenti, interni ed esterni, della ‘ndrangheta crotonese. Corbo è un imprenditore di Sessa Aurunca, titolare della Corbo Group S.p.a., che, stando a ciò che indica un sito di questa società, avrebbe la sua sede principale in via Lucilio a Sessa Aurunca, e la sede distaccata in via Gabriotti a Umbertide, in provincia di Perugia.
L’accusa che gravava sull’imprenditore sessano era di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, ai sensi dell’articolo 416 bis del Codice Penale, in concorso con un altro imprenditore, il calabrese Antonio Manica, e un tecnico progettista, l’ugualmente calabrese Giuseppe Tridico:  “…. perché, in concorso morale e materiale fra loro, quali tecnico progettista ed imprenditori gli altri, pur non essendo inseriti stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio di cui al capo che precede, concorrevano in esso, assistendo ed adiuvando, attraverso condotte attive e/o passive, le finalità della associazione di tipo ‘ndranghetistico di cui al capo che precede, fornendo un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo ai componenti dell’associazione si da agevolare le attività del medesimo sodalizio; in particolare, ma non solo, nelle loro qualità sopra dette: reperivano e/o ottenevano lavori pubblici, mediante partecipazioni a gare d’appalto, o attraverso l’acquisizione di sub-appalti da parte di ditte già vincitrici, o lavori privati, offrendo la propria prestazione e/o mediante l’utilizzo di imprese “pulite” da loro gestite e rappresentate quali, per il CORBO, la “CORBO Group s.p.a.” corrente in Caserta o la “EURO TILES” dell’imprenditore edile di origini strongolesi MANICA Antonio, lavori tutti di fatto riconducibili alla famiglia GIGLIO, e/o reperiti anche grazie all’intercessione del GIGLIO Vincenzo per il tramite di altri affiliati non solo nel territorio crotonese ma soprattutto nel nord Italia ed in particolare in Umbria, Toscana, Veneto ed anche all’estero in Germania, con reciproci vantaggi economici per gli stessi e l’associazione di cui al capo A); con tali condotte agevolando le attività del sodalizio che risultava rafforzato nella sua capacità operativa, ossia dalla possibilità di introdursi nel ramo imprenditoriale dei lavori edili pubblici e privati, per il tramite di soggetti interposti fittiziamente nello svolgimento di tali lavori, con un accresciuto senso di sicurezza e una maggiore manifestazione della capacità di condizionamento imprenditoriale e finanziario del territorio, tra l’altro resa vieppiù manifesta dalla possibilità di introdursi “nell’economia legale” dei lavori pubblici di interesse anche nazionale, notoriamente assistiti dall’introito di cospicui ricavi”.

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