BELLONA – Usura estorsione e minacce: confermata in Appello la condanna di D’Agostino

BELLONA – La sentenza  di primo grado fissa la condanna a  2 anni e 9 mesi di reclusione per Colomba Modesto, quasi identica la pena inflitta al marito Gianluca D’Agostino. I due coniugi sono residenti a Bellona, nel cuore dell’Agro Caleno.
La Corte d’Appello di Napoli, III sezione, ha confermato la condanna pronunciata in primo grado nei confronti di Gianluca Mario D’Agostino, imputato nel procedimento scaturito dall’inchiesta che ha visto al centro delle contestazioni una serie di presunti prestiti di denaro con interessi ritenuti usurari ai danni, tra gli altri, di Assunta Galluccio, difesa, per la parte civile, dall’avvocato Filippo Barberi Spirito. L’udienza si è celebrata ieri davanti ai giudici della Corte d’Appello di Napoli. La difesa aveva proposto impugnazione esclusivamente per D’Agostino, mentre per Modesto Colomba è stata scelta la rinuncia all’appello, con conseguente definizione della posizione e beneficio della riduzione di un sesto della pena prevista per il rito abbreviato. Il procedimento vede coinvolte anche Raffaella Vigliucci e Desiree Modesto, per le quali è stato disposto lo stralcio. Le loro posizioni saranno esaminate con rito abbreviato nell’udienza fissata per il prossimo 19 novembre.
La vicenda:
Il gruppo di usurai è composto da tre donne e un uomo; secondo l’accusa, il gruppo avrebbe concesso prestiti a tassi estremamente elevati, approfittando delle difficoltà economiche delle vittime. Una delle vittime sarebbe stata costretta a pagare circa 100mila euro per aver ricevuto un prestito di circa 20mila. Sono finiti sotto processo Colomba Modesto, il suo compagno Gianluca Mario D’Agostino, la sorella Angela Desiree Modesto e la madre Raffaella Vigliucci. Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore Gionata Fiore, la famiglia si sarebbe resa responsabile di una spirale di usura che in alcuni casi sarebbe durata oltre 10 anni. Secondo quanto accertato dai carabinieri della stazione di Vitulazio – guidati dal luogotenente Iannarella – a far scattare le indagini, avviate nel febbraio dell’anno scorso, è una denuncia per stalking.  Sono stati documentati, inoltre, tentativi di estorsione in danno di una delle vittime da parte di Colomba e sua madre, nonché di una condotta persecutoria anche in danno delle figlie di una delle vittime.

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