ROCCAMONFINA – Un vero e proprio labirinto burocratico che rischia di strangolare l’economia rurale e, in particolare, il comparto della castanicoltura. A sollevare con forza la questione è il gruppo di opposizione consiliare “Alleanza per Roccamonfina”, attraverso le parole della capogruppo Letizia Tari, che punta il dito contro un sistema di regole e adempimenti calato dall’alto che sta lasciando gli agricoltori completamente soli.
La questione ruota attorno alle procedure autorizzative e ai vincoli ambientali che interessano le aree parco e la rete ecologica, a partire dalle disposizioni regionali come la D.G.R. n. 280/2021 che ha recepito le linee guida nazionali sulla Valutazione di Incidenza (VIncA). Un quadro normativo complesso che trasforma interventi tradizionali e secolari – come la cura e la potatura dei castagneti, degli uliveti e dei frutteti – in un percorso a ostacoli fatto di perizie, costi e autorizzazioni.
“Non si può scaricare tutto sull’Europa o sullo Stato. Le norme comunitarie stabiliscono gli obiettivi di tutela, ma le modalità con cui vengono applicate concretamente dipendono anche dalle scelte e dalle procedure adottate dalla Regione Campania. Il problema non è la tutela dell’ambiente in sé, ma il fatto che un piccolo agricoltore si ritrova completamente solo di fronte alla burocrazia, costretto a districarsi tra permessi, costi elevati e tempi d’attesa interminabili per una semplice potatura”. Dal gruppo consiliare “Alleanza per Roccamonfina” parte un’accusa severa nei confronti della classe dirigente e degli enti locali, accusati di un silenzio assordante:
«Dov’era il Parco? Dov’era la Comunità Montana? Dov’era il Sindaco con l’Amministrazione comunale? Queste realtà non scrivono le direttive europee, ma hanno il dovere istituzionale di rappresentare il territorio, ascoltare chi lavora la terra, segnalare le criticità e pretendere dalla Regione procedure più semplici, trasparenti e sostenibili, sfruttando anche gli strumenti di semplificazione esistenti». La denuncia di “Alleanza per Roccamonfina” e di Letizia Tari si focalizza in particolar modo sul simbolo dell’economia locale: «I castagneti di Roccamonfina non sono nati ieri; sono stati curati e mantenuti per generazioni grazie ai nostri padri. La tutela della natura deve andare di pari passo con la tutela di chi la vive e la lavora. Chiediamo a gran voce alla Regione di semplificare, al Parco di ascoltare gli agricoltori, alla Comunità Montana di fare la propria parte e al Sindaco di portare finalmente queste istanze nelle sedi decisionali. Il silenzio di chi ha la responsabilità di rappresentare il territorio non può diventare una scusa per abbandonare chi produce». Il gruppo “Alleanza per Roccamonfina” ribadisce con forza la propria linea a fianco del mondo agricolo: meno burocrazia, più ascolto e rispetto assoluto per chi ogni giorno custodisce e fa vivere la terra di Roccamonfina.
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