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LETTERA DI UNA MADRE A SUO FIGLIO VOLATO IN CIELO

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Il lutto è il sentimento di dolore che si prova per la perdita, in genere, di una persona cara. Tali sentimenti e stati mentali intensi derivati da questa scomparsa, a volte improvvisa, generano sofferenza che influisce fortemente sullo stato psicologico di chi ha subito la perdita, modificando, talvolta anche in maniera drastica, la sua vita. L’elaborazione del lutto consiste in una ricostruzione di una nuova struttura di significato, dando un nuovo senso al dolore e trasformandolo in risorsa, utilizzando, inoltre, nuove modalità nella gestione dell’esperienza e nell’organizzazione della propria vita. Nel caso di lutto “irrisolto”, ossia non elaborato, è consigliabile rivolgersi ad uno psicologo, il quale guiderà il paziente attraverso i passaggi che non sono stati ancora fatti.

Il processo di elaborazione del lutto è composto da quattro fasi, descritte dalla psichiatra svizzera Elisabeth Kubler Ross, una delle massime esperte di studi sulla morte:

  1. Esperienza di stordimento e shock, con sentimenti di negazione. Tale fase può durare alcuni giorni.
  2. Ricerca della persona morta, accompagnata da sentimenti di ansia e colpevolizzazione.
  3. Fase della rabbia (e della depressione) che si manifesta con apatia, disperazione, tristezza e ritiro dalla vita sociale, come un senso di “mutilazione”.
  4. Graduale ritorno alla vita, con ripresa degli interessi e prospettive future.

Nel mio percorso di elaborazione del lutto, tramite sedute di gruppo, e in collaborazione con un percorso di fede, rivolto principalmente ai genitori che hanno perso i propri figli, spesso molto giovani e in circostanze improvvise, ho avuto modo di conoscere tante persone affrante dal dolore, arrabbiate con la vita e con Dio, ma che hanno deciso di mettersi in gioco per amore del proprio caro scomparso e per il bene delle persone rimaste sulla terra al loro fianco, dando un nuovo senso alla loro vita, aiutando il prossimo e trasformando il dolore in risorsa. Ho letto tante lettere scritte dai genitori ai loro angeli volati in cielo troppo presto. Di seguito ne riporto una, scritta da una madre che ha perso quattro anni fa il proprio figlio di soli ventitré anni, a causa di una malattia. Parole molto forti e toccanti, che trasmettono il dolore di una madre che ha saputo dare un nuovo senso alla sofferenza per amore del suo “bambino” e di chi ha ancora tanto bisogno di lei in questo mondo.

 

LETTERA DI UNA MADRE A SUO FIGLIO VOLATO IN CIELO

Eccomi qua a scriverti questa lettera amore mio, mio dolce angelo…

Sono trascorsi quattro lunghi anni da quando hai lasciato questa vita terrena per fare ritorno.

Come dicevi sempre: “Siamo pezzetti di cielo, ci fermiamo un po’ quaggiù, poi prendiamo il nostro viaggio, ritornando da dove siamo venuti.”

Sei il regalo più bello che Dio mi ha donato su questa terra, mi ritengo fortunata, perché ti ho potuto avere nella mia vita per ventitré anni!

Tanti ricordi… Grazie a questi mi sento viva, chiudo gli occhi e mi cullo in essi. Che bello a

mamma…sento i tuoi abbracci, i tuoi baci, l’odore della tua pelle, quelle tenerezze che solo madre e figlio possono percepire, le nostre anime si nutrivano d’amore, quell’amore incondizionato di un genitore per il proprio bambino e viceversa.

Quante notti siamo rimasti svegli a parlare nella tua camera, i nostri argomenti erano sulla

grandezza dell’amore: “L’AMORE PUO’ TUTTO.”

Riflessioni sul vero senso della vita, consapevoli che nulla ci appartiene. Mi dicevi che avevamo un dono, il nostro sesto senso, ascoltare il linguaggio del cuore, sentire i nostri angeli custodi. “Hai ragione Tesoro mio… Loro ci hanno preparato alla nostra separazione terrena e camminano sempre accanto a noi.”

Io e te non avevamo bisogno di parlare, bastava guardarci negli occhi per capirci. Era tutto scritto, ogni persona ha un suo tempo su questa terra, chi prima chi dopo deve fare ritorno. Io con la pace nel cuore ti ho lasciato libero di volare, consapevole di dove sei adesso. Mi dai conferma con i tuoi cuori che ogni tanto trovo qua e là. Il tuo amore lo sento dentro di me, come quando ti portavo nel mio grembo.

E si, la morte può dividerci fisicamente, ma non può separare i nostri cuori che restano uniti per sempre. Dio ci ama con tutto il suo amore e quando la fede TRASFORMA il dolore, il coraggio prende il posto della paura e con amore ci si ritrova liberi di continuare a vivere per noi, per chi ci è vicino e soprattutto per chi non c’è più.

La mia grande fede, il mio credere è fatto di una profonda convinzione, costruita sulle mie

esperienze: “Fede è vedere la luce con il cuore, quando con gli occhi vedi solo il

buio…” Dio non mi ha mai lasciata sola nel dolore, l’ho incontrato nel mio cammino, nei semplici gesti, in un sorriso, in un abbraccio, nella preghiera. Nella sofferenza lo sento accanto a me: “Conosci te stesso, conoscerai Dio”.

Credo che l’amore è l’inizio di tutto, è lui la chiave per entrare nell’eternità. La rabbia e il rancore sono anestetico dello spirito. Il nostro compito è aprire la mente alla vita dello spirito, forti nella luce. Ho imparato a guardare la vita da un punto di vista diverso, in cammino, in crescita, in movimento. Sono una donna in continua rinascita…

Il dolore del lutto intenso come separazione va vissuto, attraversato, compreso, accettato e infine con coraggio TRASFORMATO.

Non sempre è immediato, ci vuole pazienza. Credo che non si possa trasformarlo senza questi importanti passaggi, anche la meravigliosa farfalla ha necessità del suo tempo per diventare tale. Sono una “mamma di fede, la tua luce splende in me”.

Ti ricordi a mamma quando mi ripetevi che non avevi tempo? Quelle parole mi ritornano spesso in mente. Lo so, lo sentivi che la tua vita sarebbe stata breve su questa terra.

Io ti ascoltavo senza battere ciglio, dentro di me ero consapevole che avrei dovuto lasciarti andare… Sei un figlio speciale, che amo più di me stessa, grazie per tutto quello che mi hai dato amore mio eterno.

Quando sento la tua mancanza fisica, mi metto seduta e rileggo le tue frasi, quelle in cui mi dicevi: “Mamma, quando ti senti confusa, sola, sfiduciata, impaurita, fermati… concentrati ed ascolta il silenzio, è lì che troverai le risposte. Mamma, mi vedrai oltre l’arcobaleno!”

Quante volte dopo una tempesta restavamo a contemplare i colori del cielo, e adesso sei tu il mio ponte d’amore tra cielo e terra.

E mi dicevi anche: “La vita è così tanto bella che deve essere vissuta in ogni suo attimo, non darti pensiero se vivremo tanto o poco, ma bisogna vivere intensamente. Può anche essere stata la peggiore delle giornate, ma domani mi basterà vedere il sole e tornerò a sorridere.”

Grazie figlio mio, piccolo di mamma, luce del mio cuore! La tua ombra è dietro di me, il tuo cuore mi fa strada con la sua luce. Non ti vedo, ma so che ci sei…

Il mondo invisibile è sempre presente, ci guarda, ci ascolta e ci manda continuamente segni e risposte. Nessuno ci lascia per lasciarci veramente, anzi quel filo sottile e invisibile che ci lega resta per sempre.

Sono pronta angelo mio, mi affido a Dio con tutta l’anima… Tranquillo a mamma, queste che scendono sul mio volto e bagnano il foglio sono lacrime di gioia… ce la faremo insieme! So che devo continuare il mio cammino, ma un giorno ritornerò da te e nessuno potrà mai più separarci e staremo insieme per l’eternità.

Adesso tienimi stretta nelle tue mani…TI AMO!

Un abbraccio di luce amore mio… La tua mamma per sempre!

 

La rubrica di approfondimento su tematiche psicologiche, a cura della Dott.ssa Angela Pagliaro, Psicologa, ha l’obiettivo di affrontare argomenti che ci incuriosiscono e su cui vogliamo saperne di più, fornendo spunti di riflessione e quesiti sulla nostra vita. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sono da intendersi come sostitutive di regolare consulenza professionale.

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