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GRAZZANISE – E I FINIANI CHE FANNO? MEDITANO…

 

Il coordinatore di Fli, Enrico Caianiello, da mesi assente sullo scenario locale

GRAZZANISE:  E I FINIANI CHE FANNO? MEDITANO…

 

GRAZZANISE – Non “s’ode a destra uno squillo di tromba”. Alias, i finiani che fanno. Molto lascia pensare che stiano meditando. Il coordinatore locale di Futuro e libertà per l’Italia, Enrico Caianiello, un tempo sostenitore dell’Enrico Parente svoltista e in un periodo perfino assessore impegnatissimo per la redazione di un nuovo “Piano regolatore generale”, tace. L’ultima volta che s’è visto attivista politico in pubblico guidava, dietro al tavolino a Via Annunziata, un gruppetto concentrato per una raccolta di firme. Poi è calato il silenzio e nessuno sa dove sia la sede del partito di Gianfranco Fini. Che sta succedendo? In un paese come Grazzanise, dalle radicate di destra, appare più che altrove “spappolata” appunto l’organizzazione del fianco destro dello schieramento. E’ il tramonto di una lunga stagione e l’alba di una nuova fase? Forse sì. Di fatto la “voce” del Fli si è assopita, probabilmente perché – scissione di qua, scissione di là – i finiani son rimasti in pochi e, per giunta, poco presenti, poco attivi. Nondimeno, quando il carro non procede, si va a verificare anzitutto la testa e, soltanto poi, si guarda in coda, cioè la base degli iscritti e/o dei simpatizzanti. E se il vertice non tira, si resta impantanati. E’ inevitabile, malgrado qualche spintarella alle spalle. Sussisterebbe, nel contempo, una fondata ipotesi di stanchezza, di disincanto, di energie  consumate. Già, non tanto i giovani finiani quanto proprio Enrico Caianiello potrebbe essere entrato a far parte di una classe politica superata dai tempi. Le sue performances politiche, nel passato spesso appassionate, sono andate via via affievolendosi. Non se ne avvedono gli altri? Ma certo! Vedono pure che il vice coordinatore, Antonio Raimondo, dal canto suo neanche riesce ad agglomerare adepti a mettere in campo idee e progetti. La questione-elezioni è, al momento, ancora un problema non affrontato. Si farebbe strada, allora, la supposizione di una vigile e silente attesa delle decisioni che la Prefettura sta per prendere dopo i lavori della Commissione d’Accesso. Questo tuttavia non impedirebbe pronunciamenti e lotte su diversi sentieri che comunque restano pieni di erbacce, come le vie cittadine di sacchetti dell’immondizia non rimossi a causa delle agitazioni degli operatori ecologici che rivendicano stipendi arretrati. La continuità in politica rimane infatti fondamentale: questa coscienza fra i finiani c’è; ora manca soltanto chi dia fuoco alle polveri. Non foss’altro che per far crescere la salutare dialettica in vista delle prossime amministrative, fermo restando che, prima, v’è l’appuntamento della consultazione politica di fine febbbraio. E’ facile pronosticare allora che per il Fli grazzanisano stiano per essere nuovamente spalancate le porte.  (comunicato stampa)

 

 

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