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ROCCAMONFINA – Vrollaro record, Finelli smaschera il ‘teatrino’ degli amministratori. Brutta figura di Montefusco: ridimensionato

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Roccamonfina – L’artigiano Bruno Finelli – un uomo sicuramente coraggioso e animato da sani principi –  smaschera il “teatrino” messo in piedi dalla politica locale. Finelli, probabilmente infastidito dalle imprecise dichiarazioni fatte dal consigliere di maggioranza, Vittorio De Filippo, ha spiegato – in un lungo post affidato a facebook – l’intera vicenda che ha portato all’affidamento della “padella” record. Dal racconto fornito da Finelli si capisce che qualcuno aveva già deciso tutto. Mentre Carlo Montefusco, sindaco del paese, intavolava “trattative” con gli artigiani locali, altri dell’amministrazione avevano già “affidato” l’appalto all’impresa che poi ha fornito il padellone. Un racconto che mette in luce anche un particolare “inedito”: Carlo Montefusco è stato messo davanti al fatto compiuto. Era all’oscuro di tutto. A lui, hanno lasciato solo l’onore di essere immortalato con il “certificato” del record.  Le cose “concrete” sono state decise da altri.
“….. Il sindaco sembrava essere rimasto sbalordito nell’apprendere da Vittorio che il vrollaro lo stavano già facendo a Marzano – scrive Finelli – , che era a buon punto della sua realizzazione e che noi fabbri di Roccamonfina, non eravamo stati coinvolti…..“.
A questo punto, oltre gli atti ufficiali, l’amministrazione comunale dovrebbe spiegare a tutti per quali ragioni si è deciso di affidare la realizzazione ad un solo artigiano. Soprattutto perché è stata fatta tale scelta “sottobanco”, senza la necessaria trasparenza.

Il documento (social)  di Finelli:
“Scusate se ritorno ancora sull’argomento vrollaro, vorrei raccontarne tutta la storia, ma sarebbe troppo lunga su Facebook. Non c’entro niente con l‘articolo su paese news, nè ho mai pronunciato la frase del titolo, posso solo ringraziare per la foto in cui ero ancora giovane e con i capelli.
Per sintetizzare: l’11/09/2018, è stata protocollata, a mio nome, un’offerta per il vrollaro senza nemmeno un disegno, ma solo con una descrizione e con i dati che ci avrebbero permesso di superare il record. Questo lo abbiamo concordato con voi perché l’ufficio tecnico non aveva avuto tempo per fare un disegno, calcoli ed altro, e Londra lo chiedeva con urgenza. Per giorni abbiamo atteso che Londra ci comunicasse se quel primo disegno poteva andare bene o quali modifiche dovevano essere apportate. Nel frattempo, visto che per battere il record, bastava che la padella pesasse 650 Kg, che avesse un diametro di 6 metri, un manico di 4,5 metri e che all’interno fossero messi almeno 11 quintali di castagne, avevamo pensato che la padella si poteva poggiare anche su un maxi “treppete” che sarebbe potuto essere anch’esso, a sua volta, da record. Sarebbe stato più attinente alle nostre tradizioni e più facilmente trasportabile per riutilizzi futuri. Gli addetti alle caldarroste vestiti tutti uguali con abiti tradizionali (per intenderci come erano vestiti Marco Di Pinto e Giovanni De Luca al loro stand) ed alla distribuzione delle caldarroste, ragazze in abbigliamento folkloristico .Non vorrei essere frainteso, era soltanto un’altra ipotesi, che a me piaceva molto, non una critica ad una padella molto bella e che ha svolto il suo compito.
Improvvisamente, il vicesindaco, sul gruppo che aveva formato, il 20/09/2018, ha comunicato che Londra aveva mandato il disegno e le descrizioni precise di come doveva essere fatto il vrollaro L’ufficio tecnico aveva già rifatto il nuovo disegno e il bando che l’indomani scadeva (21/09/2018). Sono andato solo io sul comune per attingere notizie e prendere il disegno mandato da Londra (?). Logicamente non potevamo nella stessa giornata fare pure l’offerta, e con Mario Di Pippo, abbiamo concordato che saremmo ritornati all’ufficio tecnico con gli altri fabbri il 25/09/2018, primo giorno di disponibilità dell’ingegnere (tutto verificabile sul gruppo whatsapp).
Quando martedì 25/09/2018, ci siamo recati sul comune, visto che oramai, da ogni dove, arrivavano notizie che a Marzano già da parecchi giorni stavano realizzando il vrollaro, anziché andare all’ufficio tecnico per le spiegazioni di come farlo, atteso il nostro turno, siamo entrati nella stanza del sindaco. Erano già presenti anche Beniamino Martino e Vittorio De Filippo.
Il sindaco sembrava essere rimasto sbalordito nell’apprendere da Vittorio che il vrollaro lo stavano già facendo a Marzano, che era a buon punto della sua realizzazione e che noi fabbri di Roccamonfina, non eravamo stati coinvolti. Esposte ognuno le sue ragioni, di fronte ad una così evidente ingiustizia o equivoco (diciamo così), Carlo con chiari e sinceri intenti di trovare una soluzione che potesse mettere fine a questa situazione, aveva chiesto a tutti noi se eravamo disposti, nonostante tutto, a collaborare con Nando. Alla risposta affermativa ed unanime di tutti noi, abbiamo sciolto la seduta rimanendo che il sindaco ci avrebbe fatto sapere.
STIAMO ANCORA ASPETTANDO!! A questo punto, caro Vittorio, non c’entra più l’avidità di facili guadagni che i fabbri di Rocca avrebbero avuto. Il bando se lo era aggiudicato Nando e la cassa l’avrebbe gestita lui. La nostra partecipazione non era vincolata a patti economici. Certamente, quando ho fatto io l’offerta, non sapevo di poter contare su persone così valide e che alla fine sarebbero stati pure disposti a rimetterci delle centinaia di euro. Conosco bene le capacità, dei due Pasquale ,tue, di Emanuele, Guglielmo e degli altri, e sarebbe stato un onore collaborare insieme a voi. Lo stesso Nando, insieme a Carlo, oramai affermati professionisti, nonostante fossero, in effetti, miei concorrenti, li ho sempre vantati di essere stati tra i migliori collaboratori che ho avuto e non avrei trovato imbarazzo ad andare a lavorare nella sua officina. Quando ho fatto l’offerta, invece, pensavo che chi avesse lavorato al vrollaro, per un mese o solo tre giorni,  con il camion o con la gru, avesse la giusta ricompensa, come chi ha fatto le caldarroste, i panini, i dolci o i parcheggi. Pagato tutto, a questo punto, quanto sarebbe rimasto per arricchirci, oramai, non potremmo mai saperlo.
Quando mi è venuta l’idea del vrollaro ( perché avevo visto su una trasmissione in tv quello del Portogallo, nel 2008) non avrei mai voluto e pensato che si creassero tensioni su questo argomento. Immaginavo solo di festeggiare insieme a voi, a chiunque avesse partecipato nelle varie forme alla buona riuscita della manifestazione,  e a tutta Roccamonfina, il traguardo raggiunto.
Semmai ci fosse ancora bisogno di una risposta, caro Carlo Montefusco, da vostro sostenitore e per la stima che ho di te e della tua famiglia, preferirei fossi tu personalmente a darla. Con un po’ di grinta in più e l’autorevolezza che il popolo ti ha conferito, potresti essere il giusto arbitro, là dove dovessero verificarsi delle cattiverie, equivoci o incomprensioni. Spero di aver chiarito e chiuso la storia vrollaro. Da domani, saluterò ognuno di voi come prima, e nelle mie piccole possibilità, continuerò a collaborare con chiunque sarà il mio sindaco indipendentemente se l’ho votato o meno. A Roccamonfina diventiamo sempre meno persone e non possiamo ulteriormente dividerci tra pro Ludovico, Letizia o Montefusco. Anche il grande Giardino, nonostante la sua forte fede calcistica è riuscito a mettere insieme tifosi napoletani e juventini per vedere la partita.  Perdonatemi quest’ultimo post, so che leggerlo è stata na palla, ma per me, che faccio il fabbro e non il giornalista, scriverlo è stata na FATICATA!!!!!”.

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