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ALIFE – Discarica comunale in fiamme e mai bonificata: avviso di garanzia per ex sindaco e tecnico comunale (il video dell’incendio)

ALIFE –La Procura della Repubblica ha avviato, già da qualche tempo, una indagine sull’annosa questione della discarica comunale alifana, ubicata non lontana dal fiume Volturno, verso il confine con il comune di Dragoni. Omessa bonifica del sito è l’ipotesi accusatorio a carico degli indagati: l’ex sindaco Maria Luisa di Tommaso e il tecnico comunale Antonio Rapuano. Nei giorni scorsi è stato notificato a Di Tommaso e Rapuano l’avviso di garanzia. La Procura della Repubblica tenta quindi di fare piena chiarezza sulla vicenda della discarica più volte andante in fiamme.  (guarda il video (2016) della mancata bonifica)
L’ultimo incendio, quello di circa un anno fa, riportò alla ribalta la questione; l’enorme inquinamento ambientale scatenato dai vari incendi che si ripetono a distanza di qualche anno sembrano essere un disastro ampiamente annunciato che assume i contorni dello scandalo. I dubbi sono tantissimi e le certezze pochissime, anzi una sola: soldi pubblici buttati nell’indifferenza generale, tanto a pagare sono sempre e solo i cittadini.  Il fuoco ha divorato, ancora una volta i rifiuti, eppure quella zona doveva essere bonificata. Lo chiese espressamente il municipio alifano – allora guidato dall’amministrazione Avecone – alla Procura della Repubblica quando presentò richiesta per il dissequestro. Invece, tutto restò come prima, o forse ancor peggio. Ma nulla fu fatto. (guarda il video (2016) della mancata bonifica)
Così, da molti anni, quantità enormi di rifiuti, di diversa tipologia, giacciono sul terreno nell’area comunale Jungere, continuando a determinare un grave inquinamento ambientale con probabile interessamento anche delle falde acquifere sottostanti.
Cosa è stato fatto per evitare in questi anni si verificasse un ulteriore abbandono incontrollato di rifiuti in un’area facilmente accessibile da chicchessia?
Cosa hanno fatto le amministrazioni comunali per controllare l’evoluzione della vicenda?
Perché sono passati tanti anni senza che nessun componente del consiglio comunale abbia sollevato il problema?

I VELENI PRESENTI:
– Il Ministero ha certificato l’inquinamento e la presenza di sostanze tossiche e pericolose all’interno dell’ex discarica comunale in località Jungere. I contaminanti sono: Metalli, Aromatici, IPA, Alifatici clorurati cancerogeni e la matrice contaminata è il suolo e le acque sotterranee. Il piano di caratterizzazione è stato eseguito. Tutto questo si legge nella relazione stilata dal gruppo di lavoro costituito da membri dell’Istituto Superiore Sanità, Ministero della Salute, Arpa e Regione Campania sullo stato dell’inquinamento delle discariche nell’ Alto Casertano, Area Matesina. Nel rapporto, composto.

La storia della discarica:
Per anni utilizzata quale “stazione di trasferenza” dei rifiuti provenienti dalla raccolta ovvero come area ove le varie tipologie di rifiuti venivano momentaneamente depositate in cassoni scarrabili prima di essere trasportate agli impianti finali di trattamento. In data 29/4/2011, a seguito di un controllo dei Carabinieri veniva accertato uno stoccaggio nell’area di circa 500 mc. di rifiuti in violazione della normativa del settore. Tale stoccaggio era stato causato dalle diverse inadempienze contrattuali delle imprese affidatarie del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani che avevano in gestione l’area in questione. (guarda il video (2016) della mancata bonifica)
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere apriva il relativo procedimento penale iscrivendo tra gli indagati il sindaco facente funzioni Maddalena Di Muccio, il responsabile del servizio Accarino Claudio ed i titolari delle imprese che gestivano il servizio. Le posizioni della Di Muccio e di Accarino venivano successivamente archiviate dalla Procura della Repubblica perchè “il fatto non sussiste”.  Nel mese di maggio 2011, su richiesta del Comune di Alife, la Procura della Repubblica concedeva il “dissequestro” temporaneo dell’area per poter consentire all’Ente di procedere alla bonifica del sito. L’amministrazione comunale retta dal Sindaco Giuseppe Avecone, insediatasi nel giugno del 2011, con determinazione n.136 dell’Area A.T.A. del 26.07.2011, approvava il bando di gara per l’appalto delle opere relative ai lavori di “ Bonifica e smaltimento dei rifiuti pericolosi e non, presenti nella stazione di trasferenza e trasbordo ubicata in località Jungere”. Nelle more dell’espletamento delle procedure di gara veniva accertato un incendio divampato  sul sito, le cui fiamme venivano soffocate tramite lo scarico di terriccio. Con successiva determina dell’Area A.T.A. n.182 del 27.10.2011 venivano aggiudicati definitivamente i suddetti lavori all’impresa Termotetti Costruzioni s.r.l., con sede in Gioia Sannitica, per un importo totale di appalto di € 63.572,73, di cui €  60.845,46 per lavori, al netto del ribasso offerto in sede di gara del 31%. I lavori di bonifica venivano consegnati all’impresa in data 01.02.2012 con termine di scadenza per l’ultimazione lavori al 30.03.2012. In data 18.06.2012 i lavori di bonifica venivano definitivamente sospesi per la redazione di una perizia di variante richiesta dall’impresa. In data 02.07.2012, veniva redatto SAL n.01 dei lavori per l’ammontare di € 48.706,25, iva inclusa, somma che veniva corrisposta alla Termotetti costruzioni s.r.l.  con due mandati n.769/2012 e n.1393/2013. Successivamente l’impresa  Termotetti Costruzioni s.r.l., per il tramite del proprio legale, comunicava che il contratto relativo ai lavori era da considerarsi risolto “ipso iure” essendo la sospensione dei lavori superiore ai 6 mesi e poiché le mutate le condizioni nel tempo non consentivano di concludere il cantiere, Pertanto, in data 16/7/2015, ossia ben 3 anni dopo dall’affidamento dei lavori, con nota prot.5974 del 16.7.2015, il Comune di Alife  interrompeva il rapporto con la Termotetti Costruzioni s.r.l. procedendo alla risoluzione contrattuale.  Infine, in data 17.9.2015  con determina n.76 dell’Area A.T.A., registro generale n.341 del 17.9.2015, si dava incarico per l’esecuzione delle opere di recinzione e messa in sicurezza  dell’area in località Jungere. (guarda il video (2016) della mancata bonifica)

 

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