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TEANO – ARRIVA AMEDEO COLELLA, IL PROFESSOR DELLA NAPOLETANITA’

Teano (di Emanuele La Prova) – Appuntamento da non perdere presso il suggestivo Museo Archeologico di Teano, che il prossimo 22 marzo ospiterà lo scrittore ed umorista napoletano Amedeo Colella. Il professore partenopeo, ormai autentica star del web e dei media. L’evento è stato organizzato dalla Proloco Teano “Teanum Sidicinum”, che nella giornata di oggi ha presentato alla cittadinanza l’iniziativa che si svolgerà il prossimo mese. L’associazione locale ha comunicato: “Il Prof. Amedeo Colella cura su Canale 21 una rubrica dal titolo “NISCIUNO NASCE ‘MPARATO” che è diventata un vero cult sul web, con milioni di visualizzazioni. Rettore (pezzotto) della Università Gennarino II di Napoli e docente (vero) di napoletanità presso la Fondazione Humaniter, scrittore, storico ed umorista napoletano, dopo aver lavorato come ricercatore per ventiquattro anni in un centro universitario di ricerca informatica, a 50 anni ha svuotato i cassetti e ha provato a vivere di cultura, di scrittura, di bellezza, quella di Napoli. Il suo ultimo libro, è tra i più venduti del 2023”. In occasione della presentazione sidicina di “Napoli 365”, abbiamo raggiunto al telefono il dottor Colella, che con il suo proverbiale carisma e con l’entusiasmo che lo contraddistingue ha risposto alle nostre domande.

Prof, come nasce il suo “personaggio” e quali saranno i temi affrontati nel corso della conferenza al museo archeologico?
Tutto parte dalla rubrica di Canale 21 “NISCIUNO NASCE ‘MPARATO”, che ha avuto un grandissimo successo. L’idea è quello di parlare e raccontare la napoletanità a 360 gradi, cogliendone tutte le sue sfumature, anche a livello regionale, e non limitandoci quindi ai confini cittadini.

Di cosa parla il libro che presenterà presso il capoluogo sidicino?
Come si evince anche dal titolo, “Napoli 365” è una sorta di guida della città attraverso tutti gli eventi che quest’ultima è solita ospitare durante ogni giorno dell’anno. Parlo di manifestazioni culturali, storiche ed umanistiche, affronto le peculiarità della nostra lingua, ricordo le diverse ricorrenze che vengono celebrate in città: il tutto, naturalmente, sempre con lo stile leggero e dissacrante che mi contraddistingue.

Prima di salutarla, volevo chiederle, visto che siamo ancora in pieno clima Sanremese, cosa ne pensa della polemica che ha visto protagonista Geolier ed il suo uso del napoletano?
Magari per la stesura del testo poteva chiedere aiuto a qualche professionista del settore, perché queste sono cose che non vengono insegnate a scuola, naturalmente. Ma, al contempo, io credo che il napoletano sia una lingua in continua evoluzione. La sua vera ricchezza sta nelle etimologie e nelle sue incredibili iperboli.

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