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Dragoni – Biometano, la promessa del sindaco D’Aloia tutt’altro che rispettata. Ecco la verità

Dragoni – Sull’ormai annosa questione dell’impianto biogas in realizzazione a Dragoni, la locale amministrazione comunale capeggiata dalla sindaca D’Aloia (e sostanzialmente anche dal marito Giuseppe Micco nella vita commercialista già con rapporti professionali con la stesa società proponente il progetto Biometano) ha rassicurato di uno stop alla realizzazione del progetto che, a loro detta, sarebbe scaturito dalle azioni amministrative e giudiziarie messe in piedi dal Comune di Dragoni. Nulla di più infondato, almeno finora.
Si legge chiaramente, infatti, nella recente ordinanza emessa dal TAR Napoli che NON è stata sospesa l’impugnata nota (ovvero il provvedimento con il quale la Regione Campania confermava la realizzazione del progetto, bocciando le tardive rimostranze del Comune di Dragoni). È proprio il caso di dirlo, non c’è più sordo di chi non vuol sentire! Rectius, si cerca artatamente di celare alla cittadinanza la realtà dei fatti, ovvero la scarsa efficacia, finora, della vana (e per certi aspetti poco credibile) promessa del sindaco di Dragoni.
Il TAR Napoli, infatti, ha chiaramente dato il via libera alla realizzazione dell’impianto, rinviando la decisione definitiva all’udienza di merito che ha fissato per il prossimo 4 luglio su concorde richiesta e sollecitazione delle parti in causa, ma soprattutto della società Cannavina Biometano di Raffele Pendolino che richiedeva addirittura l’emissione di una Sentenza breve, in concomitanza ed in ragione del grosso investimento in essere.
La realizzazione dell’impianto, dunque, almeno per il momento proseguirà senza indugio, tanto è vero che la società Cannavina Biometano ha presentato formale istanza al GSE per l’ottenimento degli incentivi previsti dal DM 15 settembre 2022. Analizzati gli scritti difensivi e sentiti gli avvocati interessati al caso parrebbe, inoltre, che l’azione giudiziaria intentata dal Comune di Dragoni rischi con tutta probabilità di essere dichiarata addirittura inammissibile in quanto tardivamente e malamente promossa, prima ancora che infondata per plurimi cavilli e questioni procedurali. Siamo al cospetto, insomma, del chiaro (e probabilmente voluto) fallimento sulla vicenda delle azioni poste in essere dal sindaco e dal suo gruppo di sostenitori. Ed infatti, viene da chiedere perchè l’azione promossa e fortemente voluta dalla D’aloia (sia come Sindaco, che come registra indiscusso del Comitato Civico No BioGas) sia stata posta in essere solo a distanza di tempo dal rilascio dell’Autorizzazione concessa all’imprenditore Pendolino quando, invece, la stessa avrebbe potuto essere messa in atto, immediatamente, all’indomani del rilascio della relativa autorizzazione avvenuta il 15.2.2022 e che la stessa Sindaca ben conosceva essendo stato uno dei capisaldi della propria campagna elettorale (strumentalmente utilizzata, pro bio metano o contro bio metano, in base agli interlocutori cui si interfacciava).  Insomma, i dubbi sulla vicenda sono tantissimi, una delle poche certezza è data da due cose: il forte legame di amicizia fra Pendolino e la famiglia del primo cittadino; i pregressi rapporti professionali fra il marito del sindaco e la stessa Cannavina srl.

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