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TEANO – Furti al museo, avvocato e infermiere davanti al giudice: noi estranei ai fatti

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TEANO –  Si è svolta, oggi, una nuova udienza del processo a carico di sette persone imputate, a vario titolo, di aver depredato gli antichi tesori della città. L’ultima udienza si è sviluppata sull’interrogatorio di due imputati: l’avvocato Gerardo Mastrostefano e l’infermiere Emilio Autieri. Hanno ripercorso gli episodi della vicenda che riguardano le loro posizioni spiegando la loro estraneità, rispetto alle accuse mosse dalla Procura. Mastrostefano, in sostanza, ha detto che alcuni dei reperti a lui sequestrati dai carabinieri erano copie dell’originale. Ha esibito diverse foto di altre abitazioni teanesi dove sono collocati altre copie della statuetta in questione. Autieri, allo stesso modo, si è difeso affermando di non aver mai contatto gli imputati per acquisti di materiale archeologico. Il giudice ha rinviato il dibattimento al prossimo aprile 2020 per sentire altri testimoni.
Tutto nasce dalle indagini condotte dai carabinieri della locale stazione.  Fra le accuse che pesano sulle persone coinvolte nei fatti, ci sono una serie di furti di beni di interesse storico – archeologico, poi venduti sul mercato illegale anche a noti professionisti della zona. Saranno davanti al giudice  AUTIERI Emilio,  ARIA Armando, AVERSANO Massimo, COMPAGNONE Luca, DE BIASIO Domenico, PANE Antonio e MASTROSTEFANO Gerardo. Quest’ultimo è un  noto avvocato della zona; contro di lui la Procura, attraverso le indagini svolte dai carabinieri della locale stazione, guidata dal maresciallo Forziati, punta l’indice perchè avrebbe violato l’articolo 648 del codice penale “….perche, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, deteneva presso la propria abitazione alcuni beni provenienti dal delitto di cui all’art. 176 D. Lgs. 42/2004, ed altri provenienti da delitto, in particolare 13 beni (caduti in sequestro) dichiarati di notevole interesse storico archeologico dalla perizia del Direttore del Museo Archeologico di Teano, alcuni dei  quali provenienti da corredi funerari di necropoli di area campana, di cui terze persone si erano illecitamente impossessate”.  L’operazione dei carabinieri permise di recuperare più di 170 oggetti di notevole interesse storico appartenenti a varie epoche che vanno dal I-II secolo d.C. al VIII – VI secolo a. C. per valore di circa € 500.000,00.

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