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BAIA E LATINA – Un manifesto elettorale sfida il tempo da oltre trent’anni

BAIA E LATINA  (di MARIO BURRELLI) – La vita dei piccoli paesi di campagna, com’è appunto Baia e Latina, nella tranquilla e quasi monotona routine quotidiana ci regala, a volte, testimonianze della storia politica, locale e nazionale, del Bel Paese. A differenza delle grandi città dove lo scorrere veloce e frenetico della vita di tutti i giorni, che ci ricorda come il tempo passi inesorabilmente, in cui ogni cosa è sempre mutevole e fugace e sostituita  sempre da qualcosa di più attuale –manifesti, cartelloni, negozi, locali- ciò, per fortuna, non avviene nei piccoli centri, dove la vita sembra quasi fermarsi per immortalare, in un click, attimi di vita trascorsa. L’esempio perfetto è costituito da un manifesto che resiste nel centro storico della frazione Baia da quasi cinquant’anni, senza che nessuno mai l’abbia sradicato dal vecchio portone verde sul quale è affisso.
Il manifesto è un’affiche politica per la candidatura politica di Dante Cappello, storico politico dell’alto casertano nativo di Alife, già medico chirurgo e parlamentare, nelle fila del partito che ha segnato, con ombre e luci, gran parte della storia delle prima Repubblica, la Democrazia Cristiana.
Il piccolo manifesto, consumato in parte dalle intemperie, si trova in una piccola strada attigua alla storica Piazza “Curtuzzi”, un tempo uno dei fulcri del piccolo borgo medievale dell’alto casertano, ed ha attraversato “indenne” quasi mezzo secolo di battaglie politiche, ha visto la nascita e la morte di numerosi partiti, il susseguirsi di svariati primi cittadini, quasi a voler passare il testimone e la “memoria storica” di quello che è stato uno dei politici più noti e importanti di tutto il bacino di riferimento, ricordato, ancora oggi, non solo per le cariche ricoperte ma anche per le tante opere, come scuole, uffici ed enti, da lui realizzate, alle nuove generazioni.
Un documento che testimonia anche come erano diversi quei tempi quando per essere eletti bisognava scendere fra la gente, parlare con gli elettori, capire i loro problemi. Oggi, invece, non servono più nemmeno i manifesti perchè basta essere inserito al posto giusto per meriti che stabiliscono altri e il gioco è fatto.

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