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Antonio Zarli e Franco Di Pippo

ROCCAMONFINA – Fondazione Nicola Amore, la brutta figura di Zarli e Di Pippo: ecco i documenti verità

ROCCAMONFINA – Non sembra una bella figura, quella fatta da Antonio Zarli, presidente dell’associazione Nicola Amore. Afferma – attraverso un freschissimo manifesto – di aver chiesto soldi alla fondazione Nicola Amore (guidata da Emma Petrillo) per svolgere una cena di beneficenza.
Ma non è vero. Infatti nella richiesta di contributo, sottoscritta dallo stesso presidente Zarli, si legge chiaramente che i fondi saranno utilizzati per pagare la bolletta Enel, spese di cancelleria e altro.
Tutto scritto nero su bianco, e in fondo all’articolo pubblichiamo i documenti verità
Dire tutto e il contrario di tutto, a Roccamonfina, ormai sembra essere diventato un modus operandi normale, soprattutto da coloro che ritengono, da qualche tempo, di essere il “verbo del signore”. Quasi a lasciar credere che i cittadini di Roccamonfina abbiano poca memoria per ricordare gli avvenimenti e le circostanze più o meno recenti. Si parla, e soprattutto si scrive, senza ipotizzare le probabili conseguenze.
E la conseguenza più seria, quando si parla a vuoto,  è quella che i documenti possano smentire ciò che si è affermato un attimo prima. Capita così che presi dalla foga di voler giustificare a tutti i costi un comportamento sbagliato, o di voler dimostrare, ad ogni costo, di essere nel giusto, si incorre nella figuraccia. Potrebbe essere inquadrato in tale contesto quanto accaduto poco fa con la pubblicazione di un manifesto, a firma di Antonio Zarli, presidente dell’associazione Nicola Amore – che ha inteso difendere il suo vice presidente, Franco di Pippo, dopo l’intervista (clicca qui per vedere l’intervista)  rilasciata alla nostra testata,  nella quale Petrillo evidenziava alcune “stranezze”.
Il presidente Zarli, oggi, con il cuore in mano, assicura: “…la richiesta del contributo alla Fondazione da parte dell’associazione (circa 80 soci), è stata una mia iniziativa, non certo per favorire il vicepresidente, come hanno insinuato nell’articolo, ma al fine di organizzare un pranzo di solidarietà durante il periodo natalizio. Quale ente migliore a cui chiedere un contributo se non la Fondazione nata a tale scopo?”.
Tutto molto nobile, se fosse vero. Peccato che nella richiesta a firma dello stesso Zarli non c’è ombra del pranzo di beneficenza. Non c’è traccia di tanto altruismo. Ma solo l’esigenza di pagare le bollette Enel  e di coprire qualche spesa di cancelleria.
Quanto affermato da Zarli – precisa Emma Petrillo – è la prova che non si agisce in buona fede. Non permetto a nessuno di infangare me e la nostra fondazione. Se alle altre associazione sono stati concessi contribuiti è solo perché hanno dimostrato di operare nel sociale, in favore della collettività, abbiamo potuto valutare un progetto. Del resto la nostra fondazione nel riscontrare la richiesta a firma di Zarli è stata chiara: ‘….saremo felici di fare altrettanto nei riguardi dell’Associazione da Lei presieduta qualora volesse sottoporci un progetto concreto e confacente ai nostri fini statutari, dichiarandoci disponibili a partecipare alla fase progettuale ed attuativa’. Una richiesta – conclude Petrillo  – che, chiaramente, non è stata ancora soddisfatta, nessun progetto  è mai stato presentato”.     

Ecco il “fresco” manifesto di Zarli
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Ecco la rischiesta avanzata da Zarli alla fondazione Nicola Amore
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Ecco il riscontro della Fondazione alla richiesta di Zarli

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