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Orlando Cesarini e Domenico Ferraiuolo

PIEDIMONTE MATESE – Camorra e sanità, ottobre decisivo per la libertà degli indagati

PIEDIMONTE MATESE – Camorra e sanità, ottobre decisivo per la libertà degli indagati. Gran parte di loro sono in carcere da molti mesi. E’ il caso di Domenico Ferraiuolo e Orlando Cesarini che insieme ad altri restano ancora privati della libertà. Per Ferraiuolo, a ottobre potrebbe esserci la nuova udienza in Cassazione per la scarcerazione. Una cassazione che già alcuni mesi fa aveva annullato l’ordinanza di arresto per Ferraiuolo, rimandando gli atti al riesame. I giudici del tribunale di Napoli, però non hanno avuto “pietà” lasciando in carcere l’ex segretario del PD matesino.
Secondo i magistrati antimafia – i lavori – specie quelli di somma urgenza – finivano quasi esclusivamente nelle mani di imprese controllate da imprenditori prestanome del clan dei Casalesi.  Al termine di un giorno e mezzo di camera di consiglio il tribunale del Riesame di Napoli ha stabilito di annullare l’ordinanza di carcerazione emessa dalla procura antimafia di Napoli nei confronti dell’ex consigliere regionale (eletto nelle file del Pdl) Angelo Polverino. La stessa decisione è stata assunta anche per altri tre dei 24 indagati in totale dell’ultima tranche sulla «sanitopoli» casertana, il fascicolo d’inchiesta che all’alba del 21 gennaio scorso aveva portato gli uomini della Dia all’interno dell’Azienda ospedaliera «Sant’Anna e San Sebastiano» di Caserta al culmine di nuove indagini sul sistema di assegnazione degli appalti e servizi che per la Dda finivano nelle mani di imprese nell’orbita della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. I magistrati del Riesame hanno dichiarato decadute anche le ordinanze nei confronti di Antonio Maddaloni e Umberto Signoriello, che lavoravano in ospedale, e di Giuseppe Raucci. Per l’inchiesta dei magistrati antimafia, i lavori – specie quelli di somma urgenza – finivano quasi esclusivamente nelle mani di imprese controllate da imprenditori prestanome del clan dei Casalesi. Polverino resta comunque agli arresti domiciliari in ordine ad un’altra inchiesta, quella dell’assegnazione degli appalti all’Asl di Caserta che il 7 novembre del 2013 era deflagrata con arresti eccellenti.

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